Sussiste il pericolo di fuga e pertanto resteranno in prigione i tre iracheni condannati il 18 marzo in prima istanza dal Tribunale penale federale per il loro sostegno allo Stato islamico. La condanna non è definitiva e un ricorso è probabile, ma l'incarcerazione si giustifica per motivi di sicurezza, secondo quanto sentenziato oggi, lunedì, dalla Corte di Bellinzona.
Le pene inflitte, lo ricordiamo, sono comprese fra i 3 anni e 6 mesi e i 4 anni e 8 mesi di detenzione. Per i giudici è dimostrato che i tre hanno cercato di introdurre in Svizzera informazioni, materiale e persone in vista della realizzazione di un attentato. Un quarto imputato era stato assolto.
pon/ATS




