La nuova legge sui cartelli originerebbe un carico amministrativo supplementare per le imprese e rischierebbe di far cadere su di loro l’intero onere della prova, mettendole in difficoltà quando non hanno i mezzi per difendersi. Con questa motivazione, la maggioranza del Consiglio nazionale ha bocciato oggi (giovedì) l’entrata in materia. Il progetto torna al Consiglio degli Stati, che potrebbe archiviarlo definitivamente.
I deputati, con 106 voti contro 77 e 4 astenuti, hanno ritenuto che la legislazione attuale sia sufficiente e più adeguata per lottare contro gli abusi. La nuova norma, volta a impedire sia intese illecite sia orizzontali (tra fornitori) che verticali (fra produttori e distributori), dovrebbe in particolare semplificare la procedura che conduce a sanzioni.
Un giro di vite di cui la destra economica non ha nemmeno voluto sentir parlare, così come della possibilità di intervenire contro quelle aziende che propongono ai rivenditori elvetici i loro prodotti a prezzi più elevati, solo perché la destinazione finale è la Svizzera. Ma anche a sindacati e rappresentanti dei consumatori il progetto non garba, perché i suoi contenuti sono usciti smussati dalle discussioni. In una sorta di testamento politico, nel suo ultimo giorno da parlamentare, Fulvio Pelli ha parlato di un “paese bloccato dalla paura”.
ATS/pon
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