Il Tribunale amministrativo federale ha confermato oggi, giovedì, il licenziamento dell’ex ambasciatrice svizzera in Venezuela con effetto immediato nel marzo del 2016, deciso dal Dipartimento federale degli esteri (DFAE). A capo della missione diplomatica dal 2013 al 2015 la funzionaria era stata allontanata a causa di “gravi mancanze nell’attività professionale”.
Un’inchiesta disciplinare era stata aperta nel 2015 dopo un audit interno al DFAE. Tra i 2013 e il 2014, l’ex ambasciatrice aveva segnato, per esempio, 69 giorni di ferie in più rispetto a quelli di diritto. Il TAF rileva che “pretendendo un diritto alle ferie per vacanze già godute ma non registrate” la diplomatica si “è resa colpevole di una grave violazione del suo dovere di diligenza e di fedeltà”.
All’ex ambasciatrice vengono rimproverati anche soggiorni prolungati durante i suoi spostamenti tra il Venezuela e la Svizzera “privi di scopi professionali” e imputati, economicamente alla Confederazione. Nonché rimborsi spese “ingiustificati” per se stessa e per il marito, così come di aver violato, in almeno un caso, il segreto della sua funzione.
ATS/Swing





