Svizzera

"Il diritto UE non è chiaro"

La Svizzera pronta ad accettare il parere giuridico della Corte europea di giustizia sulla libera circolazione

  • 07.05.2015, 18:39
  • 07.06.2023, 08:18
Attriti dopo il voto del 9 febbraio 2014

La Svizzera è pronta ad accettare il ruolo della Corte europea di giustizia se si concluderà l’accordo istituzionale, ha detto l’ambasciatore elvetico presso l’UE Roberto Balzaretti, intervenendo ad una riunione del Parlamento europeo dedicata ai non facili rapporti tra il nostro Paese e l’Europa.

Un voto popolare non può essere considerato come un problema”, ha puntualizzato Balzaretti davanti alla Commissione parlamentare per il mercato interno, praticamente unanime nel criticare il risultato del 9 febbraio 2014.

Quel voto, ha detto l’ambasciatore, non è una rimessa in discussione dei principi europei, ma una risposta all’immigrazione senza precedenti che la Svizzera ha conosciuto dall’ Unione negli ultimi anni. Esaminarlo solo dal punto di vista delle ripercussioni per il mercato interno non è il buon modo di prendere la cosa.

Roberto Balzaretti, ambasciatore svizzero presso l'UE

Roberto Balzaretti, ambasciatore svizzero presso l'UE

  • ©Keystone

La posizione europea

L’Europa, dal canto suo, ha ribadito la propria linea: non saranno accettate quote o preferenze nazionali da parte elvetica. Anna Maria Corazza, vicepresidente della Commissione parlamentare mercato interno, che presiedeva la riunione, sintetizza: “Bisognerà trovare una soluzione comune per rispettare la volontà del popolo svizzero e allo stesso tempo rispettare il fatto che la libera circolazione delle persone è uno dei pilastri dell’Unione europea”.

Parere giuridico

La soluzione passa per l’accordo istituzionale. Con chiarezza mai raggiunta fino ad ora da parte di un rappresentante di Berna, Balzaretti ha detto che la Svizzera è pronta ad accettare che sia la Corte europea di giustizia a dire quale diritto si applicherà nei futuri bilaterali.

“Nell’accordo che stiamo discutendo è prevista la possibilità che le parti contraenti chiedano alla Corte un parere giuridico su una questione di diritto europeo non chiara. Però l’accordo non è concluso. Se dovesse esserci e le cose restassero come sono oggi, questa è una possibilità che stiamo valutando”

Quanto al frontalierato, la relazione è mutualmente vantaggiosa, per l’economia elvetica e i lavoratori europei. “Sì, approfittiamo della mano d’opera europea”, ha detto rispondendo ad una critica, “e la mano d’opera europea approfitta del mercato del lavoro svizzero”.

Tomas Miglierina

Dal TG20:


01:42

RG 18.30 del 7 maggio 2015 Il servizio di Tomas Miglierina

RSI Info 07.05.2015, 20:50

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