Un cubo di legno di 170 metri per lato, ma anche quasi due volte la piramide di Cheope. Per farsi un’idea è questo il volume del legname raccolto in Svizzera lo scorso anno: 4,9 milioni di metri cubi. Dopo due anni di lieve calo, il settore forestale elvetico ha messo a segno un +11,1%. Ma il dato più significativo è che per la prima volta il legname destinato alla produzione di energia ha raggiunto - e in parte superato - quello impiegato per gli usi tradizionali, in particolare il legname in tronchi per la costruzione e il legname industriale per pannelli e cartiere.
Negli ultimi vent’anni la quota di legname energetico è raddoppiata, raggiungendo lo scorso anno circa 2,2 milioni di metri cubi, pari al 45% del totale. A trainare la crescita sono soprattutto i trucioli di cippato, che rappresentano da soli un terzo del legname da energia, seguono la classica legna da ardere per stufe e camini, infine c’è il pellet, prodotto industriale ottenuto da segatura compressa, usato soprattutto nel riscaldamento domestico.
Perde terreno invece il legname in tronchi, fermo a 2,2 milioni di metri cubi assai lontano dal quasi 70% registrato nel 2003. Anche il legname industriale è in calo. Il maggior produttore resta il Canton Berna, la raccolta di legname cresce anche in Vallese di oltre il 37% e in Ticino del 15%.
A indirizzare il settore è stata la crescita della domanda di fonti rinnovabili e l’espansione degli impianti di riscaldamento a legna e delle reti di teleriscaldamento, una tendenza che riflette la ricerca di soluzioni alternative nella transizione energetica.








