Accusato di aver plagiato alcune sue pubblicazioni, il professore dell’Università di Neuchâtel sospeso alla fine della scorsa estate può tornare al suo posto di lavoro, ma con una nota di demerito e con una minaccia di esclusione formale. La sospensione provvisoria è stata tolta con effetto immediato oggi, mercoledì, dall’Esecutivo cantonale.
Anche se il professore non ha rispettato i suoi obblighi d’integrità e rigore, e considerando la prescrizione sugli atti plagio, il Governo ha stabilito che ciò non può portare a una rottura dei rapporti di lavoro.
Nel prendere la decisione il Governo ha anche tenuto conto del parere del rettorato, che sostiene che la reintegrazione del professore nell’ateneo non è impossibile.
ATS/FM
Ricorso in arrivo
Il professore intende ricorrere contro la decisione del Consiglio di Stato neocastellano, dal momento che, pur stabilendo la sua reintroduzione nell'ateneo, lo considera colpevole "di aver creato dei problemi, mentre la vittima è lui”, sostiene il suo avvocato. Sarebbe vittima, in particolare, di essere stato calunniato dal giornalista di Le Matin Ludovic Rocchi. A questo proposito il professore ha sporto una denuncia penale (tuttora in corso) per calunnia e diffamazione. La vicenda aveva portato alla perquisizione dell’abitazione di Rocchi, perquisizione che il tribunale cantonale neocastellano aveva giudicato illegale. Ora il caso è passato al Tribunale federale.






