Svizzera

"Il voto svizzero creerà problemi"

Il portavoce di Angela Merkel: "tocca a Berna dire cosa vuol fare, ma abbiamo interesse a rapporti stretti"; Emma Bonino preannuncia "ne parleremo oggi al Consiglio dei ministri degli esteri dell'UE"

  • 10.02.2014, 11:13
  • Ieri, 12:57
Angela Merkel: il suo portavoce ha manifestato comprensione nei confronti della Svizzera

Angela Merkel: il suo portavoce ha manifestato comprensione nei confronti della Svizzera

  • KEYSTONE

Il voto svizzero sull'immigrazione determinerà grossi problemi, ma " il Governo tedesco prende atto del risultato del voto popolare e lo rispetta ", ha fatto sapere stamani Steffen Seibert , portavoce della cancelliera Angela Merkel. Toccherà ora a Berna presentarsi a Bruxelles, spiegare come intenda dar seguito all'esito delle urne. " Ci saranno discussioni difficili ", ha riconosciuto Seibert, sottolineando però l'interesse a mantenere con la Svizzera le relazioni più strette possibili.

Più severo il ministro degli esteri Frank-Walter Steinmeier: la Svizzera, che vive di scambi con i paesi europei "si danneggia da sola". Con Berna "vogliamo una relazione equa. Ciò significa essere pronti a prendere i molti vantaggi del rapporto con la Ue, ma anche gli svantaggi".

Stando al portavoce del primo ministro britannico David Cameron, il voto in Svizzera riflette la preoccupazione per la questione immigrati e per la libera circolazione all'interno dell'UE. Unione Europea e Svizzera dovranno ora sedersi a un tavolo e discutere.

Da una dichiarazione conciliante a una che lo è decisamente meno: " il risultato del voto è preoccupante e ne parleremo al Consiglio dei ministri dell'UE ". Poche parole - quelle di Emma Bonino - ma che danno la misura dell'intransigenza con cui l'UE si appresta ad affrontare il dossier delle relazioni con la Svizzera, dopo il successo dell'iniziativa contro l'immigrazione di massa. E i ministri degli esteri europei si incontrano proprio oggi, a Bruxelles, per una riunione che dovrebbe precisare la posizione congiunta dei 28.

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Tutt'altro che accomodanti, già ieri, erano state le primissime dichiarazioni della Commissione UE. " La libera circolazione non si rinegozia ", aveva perentoriamente affermato il portavoce Olivier Bailly , con un esplicito riferimento alla minaccia di decadenza che grava adesso su tutti gli Accordi bilaterali in vigore fra Berna e Bruxelles.

Dopo la ministra degli esteri italiana, è stato il suo omologo francese a rincarare la dose e ad evocare la tanto temuta "clausola ghigliottina". " L 'UE dovrà rivedere le sue relazioni con la Svizzera. Se uno degli elementi degli Accordi è rimesso in discussione, tutto decade" , ha dichiarato Laurent Fabius . " Sul versante dell'economia la Svizzera gode certamente di buona salute, ma essa non rappresenta, da sola, una potenza economica considerevole ", ha aggiunto il capo della diplomazia di Parigi.

Di indisponibilità a compromessi con la Svizzera ha parlato anche Jean Asselborn , secondo cui " l'UE non deve cedere e la libera circolazione delle persone non deve essere annacquata ". La Svizzera - secondo il ministro degli esteri del Lussemburgo - deve sapere che l'accesso privilegiato al mercato interno dell'Europa "non è possibile senza libertà di movimento dei lavoratori".

Esultano gli euroscettici

E mentre il ministro degli esteri polacco Radoslaw Sikorski si dice " sorpreso " per l'esito del voto di ieri, sono invece gli ambienti politici "euroscettici" a salutare la decisione del popolo svizzero. Emblematico, in questo senso, è il commento di Marine Le Pen : " concordo nella forma e nella sostanza, perché credo che tutti i popoli abbiano il diritto di gestire le proprie politiche migratorie ", ha commentato la leader del Front National, aggiungendo di ritenere che - a questo punto - " l'UE minaccerà la Svizzera, farà dei ricatti ".

Le fa eco, e con toni di esultanza, l'europarlamentare della Lega Nord Mauro Borghezio . " La Svizzera ha dato una grande lezione di democrazia all'UE, facendo decidere direttamente ai cittadini elvetici su una questione d'interesse generale qual è il problema dell'immigrazione. A Bruxelles ci hanno invece imposto le loro scelte, senza mai permetterci di dire la nostra con un referendum ", ha affermato Borghezio in un'emissione televisiva.

Comprensione per la posizione elvetica viene però espressa anche da personalità e ambienti politici più moderati. François Fillon , ad esempio, giudica " assolutamente naturale " che la Svizzera intenda ridimensionare il numero degli stranieri. Esso, secondo l'ex premier francese, deve essere modulato in funzione della capacità di integrarli. Un modello, secondo Fillon, che dovrebbe anzi essere ripreso dalla stessa Unione europea.

Red.MM/AFP/ATS/ARi

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  • La ministra degli esteri italiana, Emma Bonino

    RSI Info 10.02.2014, 14:04

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  • Il ministro degli esteri lussemburghese, Jean Asselborn

    RSI Info 10.02.2014, 14:03

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  • Il ministro degli esteri britannico, William Hague

    RSI Info 10.02.2014, 14:05

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