Le parole Siria, Consiglio di Sicurezza dell’ONU, intervento “chirurgico” e limitato, dialogo, sono rimbalzate sulla bocca dei diversi capi di Stato internazionali anche oggi, giovedì. Il dossier Assad si infarcisce ora dopo ora di nuove prese di posizioni. Gli esperti delle Nazioni Unite sono sul campo a Damasco per verificare l’uso di armi chimiche durante l’attacco avvenuto il 21 agosto scorso.
La Gran Bretagna afferma che è altamente probabile che il responsabile della strage sia proprio il regime. Un documento diffuso dal Governo britannico sostiene che un’azione militare sarebbe “giustificabile legalmente” su “basi umanitarie” anche senza l’ONU (il partito laburista, all’opposizione, ha affermato che voterà contro l’intervento durante il dibattimento che si terrà in serata a Westminster).
Germania-Russia: "Sì alla via diplomatica"
La cancelliera tedesca Angela Merkel, che predilige la via diplomatica, ha telefonato al presidente russo Vladimir Putin: entrambi concordano, riferisce il Cremlino, che “l’ONU deve continuare a lavorare per il regolamento politico-diplomatico della crisi”.
Nel frattempo il presidente statunitense Barack Obama, che ha più volte sottolineato di non volere una guerra, deve fare anche i conti con il Congresso: sono 116 i deputati, 98 repubblicani e 18 democratici, che hanno firmato una lettera in cui viene sostenuto che un raid militare senza il via libera del Congresso è incostituzionale. Secondo un sondaggio, oltre il 40% degli americani è contrario a un intervento, il 25% favorevole e il 34% non ha una posizione ben definita.
"Un'eventuale risposta sarà limitata"
L'eventuale risposta americana all'uso di armi chimiche in Siria sarebbe "molto discreta e limitata". Lo ha affermato il portavoce della Casa Bianca Josh Earnest, respingendo qualsiasi paragone con l'Iraq. Obama ha detto nelle ultime ore di non volere un nuovo Iraq.
RedMM/AlesS
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La corrispondenza da Londra di Giancarlo Ciccone
RSI Info 29.08.2013, 21:03
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RSI Info 29.08.2013, 21:03
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Il servizio di Silvia Piazza
RSI Info 29.08.2013, 20:36
La presa di posizione del CICR
“La sofferenza dei civili in Siria ha ormai raggiunto livelli senza precedenti e senza che si intravveda una fine”. Lo dice il Comitato internazionale della Croce Rossa (CICR) che esprime in questo modo la sua preoccupazione sui recenti e drammatici sviluppo nel paese. “Un ulteriore incremento delle violenze”, si legge in un comunicato, “provocherebbe nuovi sfollati e rifugiati e aumenterebbe i bisogni umanitari, che sono già immensi”
Quali i gas tossici usati
Dal sarin al fosforo bianco sono diversi i gas che potrebbero essere stati usati in Siria durante la guerra civile in corso. Lo afferma Charles Blair, esperto antiterrorismo della George Mason University, sul sito del Bulletin of Atomic Scientist. La Siria, con Corea del Nord, Angola, Egitto e Somalia, è tra i paesi che non hanno siglato nel 1993 la convenzione contro le armi chimiche, mentre Israele e ex Birmania l'hanno firmata ma non ratificata.
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