Le offerte di impiego della Confederazione non devono privilegiare una lingua rispetto a un’altra: va richiesta la conoscenza attiva di due idiomi nazionali e passiva di un terzo, senza precisare quali. Di questo tenore è una mozione di Fabio Abate accettata tacitamente oggi (martedì) dal Consiglio degli Stati.
La Camera alta non vuole il ripetersi di casi venuti alla luce anche di recente: in alcuni annunci di concorso si auspicava la padronanza di francese, tedesco e inglese.
L’italiano è completamente dimenticato, si è lamentato Abate, che ha trovato un alleato in Didier Berberat: “in generale nell’amministrazione la proporzione linguistica è rispettata, ma ci sono ancora grandi differenze in certi uffici e dipartimenti”, ha sottolineato il socialista neocastellano. In questi casi, chiede la mozione, i candidati delle minoranze andrebbero favoriti.
ATS/pon
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RG delle 18.30 - Il servizio di Roberto Chiesa
RSI Info 18.03.2014, 18:53








