I cittadini svizzeri dalla doppia nazionalità partiti a combattere per il jihad, così come quelli implicati in attività terroristiche, non devono perdere automaticamente il passaporto rossocrociato. La Commissione istituzioni politiche (CIP) del Nazionale, informano i servizi del Parlamento, si è opposta di stretta misura all'iniziativa depositata dal gruppo UDC.
La proposta, se accolta, in questo momento potrebbe portare al ritiro della cittadinanza a 4 persone.
La questione, sollevata già da una mozione del PPD, ha profondamente diviso. La CIP si è espressa 13 a 11. A 10 giorni dalla strage a "Charlie Hebdo" si dice "perfettamente cosciente della minaccia rappresentata dallo jihadismo e della necessità di prendere le misure per fronteggiarlo". Tra queste però non il ritiro automatico del passaporto (quello eventuale è previsto dal 1953 per chi attenta gravemente agli interessi nazionali). È ritenuto un atto simbolico, poco dissuasivo e anche, potenzialmente, controproducente poiché potrebbe permettere a chi ha commesso reati anche in Svizzera di non essere estradato.
ATS/Diem






