Svizzera

L'UDC dalle elezioni al ticket

Dal successo alle urne del 18 ottobre, alle candidature ufficiali: democentristi a carte scoperte

  • 21.11.2015, 08:58
  • 07.06.2023, 15:12
La rosa iniziale dei candidati dopo il 18 ottobre e il "tricket" per il 9 dicembre

La rosa iniziale dei candidati dopo il 18 ottobre e il "tricket" per il 9 dicembre

  • rsi

Norman Gobbi è stato inserito - insieme allo zughese Thomas Aeschi e al vodese Guy Parmelin - nel ticket a tre dell'UDC che affronterà, il prossimo 9 dicembre, l'Assemblea federale per l'attribuzione del seggio in Governo lasciato vacante da Eveline Widmer-Schlumpf. Sono gli ultimi sviluppi di una vicenda politica iniziata otto anni fa, dopo la mancata rielezione di Christoph Blocher e l'interruzione della "formula magica" con un nuovo partito, il PBD, che ha fatto la sua comparsa in Consiglio Federale. Ne ripercorriamo gli episodi salienti.

Il caso Blocher

Colpo di scena nel dicembre del 2007: l'Assemblea federale non rielegge il tribuno democentrista Christoph Blocher.

Blocher nel giorno della sua esclusione dal Governo, il 12 dicembre del 2007

Blocher nel giorno della sua esclusione dal Governo, il 12 dicembre del 2007

  • reuters

Il fronte formato da PPD, PS e Verdi - nel nome della collegialità e della concordanza - boccia un uscente, un fatto più unico che raro nel panorama politico elvetico. La Svizzera dice addio alla formula magica.

La parabola di Widmer Schlumpf

L'UDC si impone nel voto del 18 ottobre ed Eveline Widmer-Schlumpf decide dieci giorni dopo di congedarsi dal Governo. Dopo otto anni di potere, la grigionese preferisce così partire a testa alta piuttosto che rischiare di essere sconfessata dal parlamento.

Widmer-Schlumpf ha annunciato il suo ritiro lo scorso 28 ottobre

Widmer-Schlumpf ha annunciato il suo ritiro lo scorso 28 ottobre

  • reuters

Il suo ex partito non le ha mai perdonato di aver accettato il seggio di Blocher, neppure se in questi anni la consigliera federale ha mantenuto una linea borghese. Resterà nella storia per aver sotterrato il segreto bancario.

Lega e UDC puntano su Gobbi

Il Ticino, dopo 16 anni di assenza in Consiglio federale, torna a rivendicare un posto. Lega ed UDC puntano su un giovane, il 38enne consigliere di Stato leventinese Norman Gobbi: un falco.

In corsa per un seggio nell'Esecutivo

In corsa per un seggio nell'Esecutivo

  • tipress

La candidatura, caldeggiata dalla destra economica ticinese, è sostenuta dalla direzione dell'UDC nazionale che mostra così di essere diventato un partito nazionale, attento alle realtà delle tre principali regioni linguistiche del paese.

Gobbi: "Io sono pronto"

È con questa dichiarazione che il Consigliere di stato ticinese leghista ha commentato la scelta del gruppo parlamentare UDC di inserirlo nel "tricket". Gobbi — che nel suo discorso si è espresso solo in italiano — considera la sua nomina non solo un onore personale, ma anche per la sua terra e per il ruolo che la Svizzera italiana svolge come ponte tra la Romandia e la Svizzera tedesca, ma anche rispetto all'Italia. "Grazie a questa scelta, la coesione e la pluralità del Paese sono valorizzate".

I tre prescelti per il ticket democentrista

I tre prescelti per il ticket democentrista

  • rsi

Quali sono le possibilità reali di Gobbi?

"Le sue chances sono scarse, una sua elezione sarebbe una grossa sorpresa". È questo il parere di Daniele Piazza - storico corrispondente della RSI a Berna dal 1976 al 2013 - sulle effettive possibilità di ingresso in Governo per Norman Gobbi.

Daniele Piazza, corrispondente RSI a Palazzo federale dal 1976 al 2013

Daniele Piazza, corrispondente RSI a Palazzo federale dal 1976 al 2013

  • rsi

Giocano senz'altro a favore di Gobbi le rivendicazioni del Ticino per il ritorno di un politico del cantone in Consiglio federale. Piazza pone però interrogativi sulla reale disponibilità dell'UDC ad avere un consigliere federale di matrice leghista. Inoltre la scelta di un ticket trilingue, osserva, può far pensare ad una mossa dell'UDC per rispondere a PS e PPD. Levrat e Darbellay, i presidenti dei socialisti e dei popolari democratici, avevano infatti sfidato l'UDC a presentare candidati latini, per mettere in difficoltà un partito con una connotazione in prevalenza svizzero tedesca.

In questo senso, la candidatura di Gobbi "avrebbe in realtà la funzione di neutralizzare coloro che vogliono negare un secondo seggio ai democentristi", ritiene Piazza.


L'UDC e la centralità nella politica svizzera
di Alex Ricordi*

Un exploit inequivocabile lo scorso 18 ottobre, undici consiglieri nazionali in più e la strada praticamente spianata verso la riconquista di un secondo seggio in Governo. Con questi presupposti l'UDC pregusta ormai la sua rivincita, otto anni dopo la discussa estromissione di
Christoph Blocher dal Consiglio federale.

Forti dei consensi in aumento, i democentristi mostrano slancio e più in generale un senso di acquisita centralità per gli sviluppi della nuova legislatura. Non potrebbe essere altrimenti, dopo un successo come quello ottenuto alle Federali. Ma nella realtà politica svizzera la centralità non è data solo dai numeri, per quanto in crescita. Si impongono anche disposizione alla collegialità e alla concordanza, apertura alle varie componenti del paese ed un approccio costruttivo nella dialettica con le altre forze di Governo.

In questo senso l'UDC è adesso invitata da più direzioni a fare le sue prove. In tutti questi anni, pur con un seggio in meno nella stanza dei bottoni, è indubbiamente riuscita, fra polemiche e iniziative popolari, a condizionare in profondità le scelte politiche del paese. Ma il ritorno di un suo secondo esponente in Governo limiterà molto la possibilità, come finora più volte accaduto, di distanziarsi dalle scelte di un Esecutivo pur facendone parte.

D'altro canto, i partiti penalizzati dal voto del 18 ottobre saranno indotti ad una maggiore consapevolezza di istanze, provenienti da larga parte del paese, di cui l'UDC si è fatta efficacemente portavoce. Il 9 febbraio e il dibattito sull'UE e sull'immigrazione di massa, sempre molto acceso, sono in questo senso segnali ineludibili.

L'UDC, intanto, cerca di darsi una connotazione più nazionale. Negli ultimi anni ha intrapreso un maggiore radicamento in Romandia. E anche il ticket trilingue - che vede ora ufficialmente in corsa anche Norman Gobbi per il Consiglio federale - è teso a suffragare l'idea di un partito meno orientato, prevalentemente, verso il bacino di consensi rappresentato dalla Svizzera tedesca.

Sarà però proprio il prossimo rinnovo del Governo a fornire, in questo senso, primi e importanti riscontri. Quale sarà l'esito per Gobbi e per il vodese Guy Parmelin? E in che misura beneficeranno del sostegno dei parlamentari UDC, rispetto a Thomas Aeschi? Il 9 dicembre lo si verificherà. In ogni caso è anche sul terreno di un'attenzione, concreta, alle minoranze e alle regioni periferiche, che si misura la centralità rivendicata da un partito sulla scena politica svizzera.

(* coordinatore attualità nazionale Info web RSI)

rsi_social_trademark_WA 1.png

Entra nel canale WhatsApp RSI Info

Iscriviti per non perdere le notizie e i nostri contributi più rilevanti

Ti potrebbe interessare