Approfondimento

Conto svuotato, ma il numero d’emergenza non risponde

Quando truffatori violano un conto è decisivo un intervento rapido, ma solo poche banche offrono una linea telefonica attiva 24 ore su 24 per le truffe di e-banking

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Per le carte di credito e debito esistono da tempo servizi raggiungibili giorno e notte

Per le carte di credito e debito esistono da tempo servizi raggiungibili giorno e notte

  • Keystone
Di: Sharon Zucker (SRF), articolo originale - sf, adattamento in italiano

Negli ultimi tempi si moltiplicano le segnalazioni di una nuova truffa: falsi impiegati di banca contattano le vittime sostenendo di dover verificare presunte “attività sospette” sul conto, con l’obiettivo di sottrarre i dati di accesso all’e-banking.

Le vittime possono perdere ingenti somme, ma solo due delle nove banche svizzere interpellate da SRF sono raggiungibili 24 ore su 24 in caso di emergenza.

Numeri d’emergenza non per ogni tipo di truffa

Le banche distinguono tra tre diverse forme di frode: e-banking, Twint e carte di credito o di debito. Oltre a una hotline sempre attiva per le carte, quasi tutti gli istituti interpellati dispongono ormai anche di un servizio dedicato a Twint giorno e notte. Fanno eccezione la Banca cantonale di Zurigo e Raiffeisen, che non offrono ancora questo tipo di assistenza.

Nel caso delle truffe legate a Twint, i malintenzionati si appropriano del denaro tramite l’app collegata al conto bancario, senza però avere accesso diretto al conto stesso.

Espresso (SRF, 16.06.2026)

Assistenza limitata per le truffe di e-banking

Nel caso di una truffa legata all’e-banking, quando qualcuno riesce a ottenere i dati di accesso al conto, i malintenzionati hanno accesso diretto al conto del cliente. Per questo tipo di frode, solo UBS e PostFinance dispongono di un numero d’emergenza attivo 24 ore su 24.

Raiffeisen, Banca Cler, Banca Migros, le Banche cantonali di Berna, Zurigo e dei Grigioni, così come la Banca Alternativa Svizzera, sono invece raggiungibili unicamente durante gli orari d’ufficio, che variano a seconda dell’istituto. Alcune banche offrono un servizio anche nel fine settimana.

Bloccare le transazioni

Quasi tutte le banche sostengono che una transazione non ancora eseguita possa essere annullata direttamente tramite l’e-banking o l’app bancaria. Ciò è però possibile solo se i truffatori non hanno già modificato i dati di accesso.

In questo caso, a seconda dell’istituto, esistono comunque possibilità per impedire ulteriori operazioni. Le transazioni già eseguite, invece, non possono più essere bloccate, nemmeno dalla banca.

Le critiche della FINMA

Anche l’Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari (FINMA), in una comunicazione dello scorso aprile, critica il fatto che molte banche non siano sempre raggiungibili per segnalazioni di frodi.

Secondo il portavoce Serkan Isik, con questo intervento la FINMA intende richiamare l’attenzione sui rischi legati alle truffe digitali e ricordare agli istituti finanziari i loro obblighi già esistenti. “La comunicazione non stabilisce nuovi obblighi, ma chiarisce quelli già in vigore da tempo” sottolinea.

Il Consiglio federale non ritiene necessarie nuove norme

La Fondazione per la tutela dei consumatori ha presentato un intervento sul tema al Consiglio federale, basandosi su propri test a campione e su uno studio della Scuola universitaria professionale di Lucerna (HSLU). La risposta del Governo è però negativa: non viene ritenuta necessaria l’introduzione di nuove norme.

Pur riconoscendo che in alcuni casi un supporto telefonico sia indispensabile e che esistano differenze tra le banche, il Consiglio federale non ravvisa la necessità di intervenire. A suo avviso, la trasparenza, anche grazie al lavoro delle organizzazioni di tutela dei consumatori e allo studio della HSLU, permette già ai clienti di scegliere autonomamente il proprio istituto.

La Fondazione per la tutela dei consumatori sta ora valutando ulteriori opzioni politiche.

Ombudsman delle banche in contatto con gli istituti

Anche l’Ombudsman delle banche, Andreas Barfuss, è a conoscenza della problematica. Sono in corso colloqui con gli istituti, che hanno indicato la volontà di migliorare la situazione.

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