Le divergenze tra i due rami del Parlamento sulle norme che regolano le naturalizzazioni rimangono.
In particolare, la Camera del popolo, giovedì, ha ribadito che chi vorrà il passaporto rossocrociato, oltre ad essere domiciliato e quindi in possesso di un permesso "C", dovrà aver soggiornato per almeno 10 anni in Svizzera, contro gli 8 proposti dai senatori.
Differenze esistono sulle agevolazioni concesse ai più giovani, per i quali il periodo di tempo trascorso nella Confederazione conta doppio. I deputati hanno fissato l’età dei candidati tra i 5 e i 15 anni, mentre la Camera alta appoggia il Consiglio federale, in linea con la prassi attuale, la mantiene compresa tra i 10 e i 20.
Il Nazionale si è allineato al Senato sui criteri che definiscono il grado d’integrazione, tra i quali deve figurare, tra le altre cose, anche la capacità di comunicare in una lingua nazionale (orale e scritto). Sul tema specifico, UDC, Lega e PLR esigevano invece conoscenze “buone”.
Il dossier torna ora per la terza volta al Consiglio degli Stati. Probabile, però, che ci vorrà una conferenza di conciliazione per appianare i contrasti.
ATS/ab







