Svizzera

"L'immigrazione garantisce crescita"

L'Unione degli imprenditori, basandosi su uno studio dell'Università di Basilea, invita a dire "no" all'iniziativa dell'UDC; si voterà il 9 febbraio

  • 06.12.2013, 15:47
  • 4 maggio, 12:39
Valentin Vogt, presidente dell'Unione svizzera degli imprenditori

Valentin Vogt, presidente dell'Unione svizzera degli imprenditori

  • archivio keystone

L’iniziativa dell’UDC “contro l’immigrazione di massa”, se accettata dal popolo il 9 febbraio prossimo, avrebbe un impatto catastrofico sull’economia svizzera. La tesi è stata sostenuta oggi, venerdì, dall’Unione svizzera degli imprenditori, che si è basata sulle conclusioni di uno studio dell’Università di Basilea.

Per i ricercatori renani, l’afflusso di lavoratori dall’estero (dai paesi dell’UE e dell’Associazione europea di libero scambio in particolare) ha garantito un terzo della crescita fra il 2003 e il 2009.

Nella Confederazione c’è infatti carenza di manodopera specializzata, soprattutto ingegneri. Se dalle urne uscisse un “sì” al testo democentrista, Berna sarebbe costretta a rinunciare all’accordo sulla libera circolazione e, afferma il padronato, metterebbe a rischio un modello di successo di cui approfitta tutta la popolazione. Le imprese perderebbero competitività, aumenterebbero le imposte e la disoccupazione.
Stando allo studio, non si può nemmeno parlare di immigrazione di massa negli ultimi anni in Svizzera: il fenomeno è iniziato infatti negli anni ’90, quando vigeva ancora il sistema dei contingenti, e ha avuto il suo picco nel 2002.

ATS/pon

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