Svizzera

Non fu spionaggio "pro-Erdogan"

Il poliziotto basilese inizialmente sospettato di trasmettere dati alla Turchia è stato condannato per abuso d'ufficio

  • 24.04.2018, 00:24
  • 4 maggio, 19:44
Il tribunale penale di Basilea

Il tribunale penale di Basilea

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L'agente della polizia basilese accusato di aver trasmesso illegalmente ad Ankara informazioni riguardanti oppositori turchi residenti in Svizzera è stato giudicato colpevole di ripetuto abuso d'autorità. Il 38enne è stato condannato lunedì dal Tribunale penale di Basilea ad una pena pecuniaria, sospesa con la condizionale, di 30 aliquote giornaliere da 130 franchi.

La pena non riguarda però le presunte attività di spionaggio "pro-Erdogan": la colpa è invece di aver controllato i dati di varie persone senza motivazioni legate alla sua professione. Ha ad esempio verificato le informazioni riguardanti la ex moglie e la ragazza, nonché ha usato i sistemi della polizia per aiutare un amico in un caso d'adozione.

Secondo il presidente della corte si è trattato di accuse "completamente speculative". In un caso è addirittura stato provato che la ricerca era stata effettuata per regolari scopi lavorativi, fatto che ha messo in ombra l'operato del Ministero pubblico, il quale chiedeva il doppio della pena rispetto a quella inflitta.

ATS/Bleff

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