I delegati del Partito socialista (PS) riuniti oggi a Soletta in assemblea hanno sostenuto all'unanimità il lancio da parte dell'Unione sindacale svizzera (USS) dell'iniziativa «AVSplus», che chiede un aumento del 10% delle rendite di vecchiaia, e criticato la proposte UDC sull'elezione popolare del Consiglio federale e le nuove norme sull'asilo, su cui si voterà il 9 giugno.
Combattere l’impoverimento di molti pensionati
L'iniziativa lanciata dall'Unione sindacale intende far fronte all'impoverimento di numerosi pensionati e sostituire il sistema delle prestazioni complementari, giudicato inefficiente dal PS. Un aumento del 10% delle rendite AVS costituisce in media un rialzo di 200 franchi al mese per una persona sola e di 350 franchi per una coppia.
Il PS vuole finanziare una parte del costo di 3,6 miliardi introducendo una imposta federale sulle successioni. Il resto potrebbe essere coperto con un aumento dello 0,55% dei contributi salariali.
Davanti ai delegati il ministro socialista delle assicurazioni sociali Alain Berset ha sottolineato la necessità di flessibilizzare l'età di pensionamento senza aumentare per il momento quella delle donne. Ha inoltre chiesto la trasparenza nella gestione dei contributi del secondo pilastro.
Respinta l'iniziativa UDC
Il PS è contrario all'elezione del Consiglio federale da parte del popolo. I delegati
hanno respinto l'iniziativa UDC, sulla quale si voterà il 9 giugno prossimo, con 153 voti contro 6 e sei astenuti. I partecipanti hanno così seguito le raccomandazione del Comitato direttivo del partito, per il quale l'elezione diretta dell'esecutivo rischia di portare a derive populistiche e aggrava la questione del finanziamento delle campagne elettorali e il potere dei partiti, finendo per nuocere alla collegialità.
No al nuovo diritto d'asilo
Un tema che rischia di creare qualche imbarazzo al partito è quello del referendum lanciato dai Verdi sulla revisione del diritto d'asilo, che l'assemblea socialista in dicembre aveva deciso di non sostenere. Ora però i delegati hanno deciso in modo praticamente univoco, con 170 voti contro 2, di impegnarsi nella campagna per il NO. In particolare i socialisti si oppongono alle misure urgenti che vietano il deposito di richieste d'asilo alle ambasciate svizzere, che escludono tra i motivi riconosciuti la diserzione e l'istituzione di centri speciali per recalcitranti.
Il discorso di Levrat
Nel suo discorso d'apertura dei lavori, il presidente Christian Levrat ha sferrato un duro attacco all'UDC. In particolare ha paragonato Christoph Blocher a Silvio Berlusconi. «Difendono più sovente il loro interesse, talvolta altri interessi particolari, quasi mai l'interesse dello stato», ha affermato.
Facendo allusione alla campagna sull'iniziativa contro le remunerazioni abusive, il friburghese ha enumerato le similarità - secondo lui - tra i due uomini politici: «Miliardario, ministro decaduto, capo di un partito minato dagli scandali, magnate della stampa, isolazionista, clown talvolta divertente, più spesso patetico».
L’iniziativa “1:12”
Guardando al dopo voto, il consigliere agli Stati friburghese ha poi invitato i membri del partito a impegnarsi totalmente in favore dell'iniziativa «1:12» di Gioventù socialista, su cui si voterà entro la fine dell'anno. Questo testo chiede che il salario più elevato in un'impresa non superi 12 volte il livello più basso.
Christian Levrat è contrario a «bonus superiori alla parte fissa degli stipendi». Si è poi dichiarato per un'imposta sui bonus e il divieto di bonus se l'impresa subisce una perdita, licenzia del personale o ristruttura. Ha invitato anche a mobilitarsi in difesa dell'iniziativa per un salario minimo e per quella su un'imposta federale sulle successioni.
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Il servizio di Paola Latorre
RSI Info 02.03.2013, 19:23






