L’iniziativa popolare “per un equo finanziamento dei trasporti” corredata da 106'313 firme valide è stata depositata nel marzo del 2014. Detta anche iniziativa della “vacca da mungere” è stata promossa dalle lobby della strada, ma nel comitato promotore siedono anche parlamentari dell’area di centro-destra. Il popolo sarà chiamato a pronunciarsi il prossimo 5 giugno.
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L’iniziativa chiede che l’intero gettito dell’imposta sugli olii minerali sia a destinazione vincolata, ovvero possa essere utilizzata esclusivamente per compiti connessi alla circolazione stradale. Dal 1983 questa parte ammonta al 50% del gettito per un importo annuo di circa 1,5 miliardi.
Secondo il comitato promotore questo importo deve essere utilizzato soprattutto per la costruzione, l’esercizio e la manutenzione delle strade nazionali e per i contributi agli oneri stradali cantonali. Circa 20 milioni andrebbero al traffico aereo.
Per tutti gli altri compiti la Confederazione disporrebbe di circa 1,5 miliardi in meno. Questo deficit dovrebbe essere compensato con un aumento delle imposte o con un programma di risparmio.
Non è chiaro quali conseguenze l’accettazione dell’iniziativa potrebbe avere con la disposizione costituzionale sul finanziamento e l’ampliamento dell’infrastruttura ferroviaria deciso nel 2014 da popolo e cantoni. Questa, ricordiamo, prevede che per un periodo transitorio 310 milioni all’anno provenienti da questa imposta debbano essere destinati al fondo per l’infrastruttura ferroviaria. Spetterebbe al Parlamento chiarire questa questione in maniera definitiva.
Consiglio federale e Parlamento sono contrari
Il parere del Consiglio federale e del Parlamento
Un aumento delle tasse in un prossimo futuro non è realistico, quindi sarebbero inevitabili drastici tagli alle prestazioni. Ne sarebbero colpiti compiti centrali della Confederazione. Le misure di risparmio dovrebbero inoltre essere accettate molto rapidamente, perché l’iniziativa entra in vigore il giorno della sua accettazione.
I trasporti pubblici ne risulterebbero meno efficienti e questo non solo nel settore della ferrovia. Infine l’iniziativa rende la macchina più economica rispetto al treno o al bus. Ne potrebbe conseguire un ritorno del trasporto su strada con conseguenze sulla viabilità in particolare nelle città e negli agglomerati.
L’affermazione del comitato d’iniziativa secondo la quale le imposte sulla strada ammontano a 9 miliardi è discutibile, poiché questo calcolo comprende anche l’IVA su veicoli e carburanti. Anche l’affermazione che gli utenti della strada debbano pagare sempre di più è contestabile: l’ultimo aumento dell’imposta sugli olii minerali risale al 1993 e quello del supplemento fiscale al 1974.
Il Consiglio federale non ritiene che questa modifica di un sistema di finanziamento comprovato sia “equa” come invece affermano i promotori e ha quindi presentato al Parlamento una soluzione migliore: un fondo per le strade nazionali e il traffico d’agglomerato (FOSTRA). Anche questo progetto prevede mezzi supplementari per le strade.
Gli argomenti del Comitato d’iniziativa
Per dire basta alle code sono necessari investimenti nell’infrastruttura stradale. La politica però frena perché mancherebbero i soldi. A Berna si discutono aumenti del prezzo della benzina e del contrassegno autostradale. L’iniziativa vuole evitarli.
Già oggi gli utenti della strada pagano circa 9 miliardi di imposte. Solo il 30% di questo importo viene utilizzato per la manutenzione e la costruzione di strade. Gran parte delle tasse stradali viene quindi utilizzata per fini diversi da quelli previsti. L’iniziativa garantisce in futuro un importo supplementare di circa 1,5 miliardi di franchi.
Più del 75% delle persone e del 60% delle merci sono trasportati su strada. Per gli utenti un traffico fluido e strade sicure sono quindi una necessità. Anche i cantoni e i comuni traggono profitto dall’iniziativa: ricevono più soldi per le strade.
SP






