Approvare il finanziamento e l'ampliamento delle infrastrutture ferroviarie (FAIF) va nell'interesse sia della popolazione che dell'economia. Lo ha affermato Doris Leuthard lunedì a Berna.
"Gli investimenti saranno paganti", ha sottolineato la consigliera federale, che ha così presentato la posizione del Governo nell'ottica della votazione federale del prossimo 9 febbraio.
L'appuntamento alle urne verterà sulla creazione di un nuovo fondo per assicurare sufficienti investimenti destinati all'esercizio, all'aumento della sicurezza e ad una ragionevole estensione della rete per il traffico su rotaia.
Il decreto federale in materia rappresenta il controprogetto diretto all'iniziativa "Per i trasporti pubblici", che era stata promossa dall'Associazione traffico e ambiente (ATA) e che è stata ritirata.
Il progetto FAIF è concepito per gestire il costante aumento del traffico ferroviario in Svizzera. Secondo le stime ufficiali, entro il 2030 i flussi dei viaggiatori e delle merci trasportate cresceranno rispettivamente del 60 e del 70%.
(Red.MM/ARi)
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"Senza fondo le FFS non avrebbero i 2 miliardi di franchi che servono alla manutenzione della rete e non potrebbero neppure procedere a modernizzarla", afferma il direttore delle Ferrovie federali Andreas Meyer sulla Aargauer Zeitung di oggi. Verrebbero probabilmente rinviati i progetti sull'asse est-ovest San Gallo-Ginevra. Il predecessore di Meyer, Benedikt Weibel, intervistato dalla radio romanda, si dice pure favorevole al FAIF ma esprime una riserva: il Consiglio federale proponeva 3,5 miliardi di franchi, che il Parlamento ha aumentato a 6,4. C'è il rischio che il popolo voti "pensando al portafoglio" come ha fatto per il contrassegno autostradale.
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PP 12.00, il servizio di Francesca Motta
RSI Info 02.12.2013, 12:52









