Svizzera

Riciclaggio dei materassi: nel canton Argovia un progetto pilota

L’obiettivo - fra metalli, fibre tessili e gommapiuma - è di poter recuperare tonnellate di materiali nel segno dell’economia circolare

  • Un'ora fa
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Un progetto per riciclare i materassi

Telegiornale 16.01.2026, 20:00

Di: Telegiornale - Fabio Storni / ARi 

Immaginate di creare una fila di materassi che parta da Zurigo ed arrivi fino ad Atene: ce ne vorrebbero circa un milione. E questo è proprio il numero di materassi che in Svizzera, ogni anno, vengono bruciati negli inceneritori. Un progetto pilota, lanciato nel canton Argovia, ne vuole ora promuovere il riciclaggio, in modo da riutilizzare tonnellate di materiale.

Impegnata nel progetto è un’alleanza di settore, che comprende produttori e venditori di mobili, così come anche scienziati ed esperti. “Vogliamo promuovere l’economia circolare”, dice al Telegiornale Corin Gemperle, direttrice di quest’alleanza, sottolineando che “riutilizzando le materie prime usate per la produzione” si evita l’impiego di nuove, col risultato di “ridurre di parecchio le emissioni di CO2”.

Il progetto consente una raccolta separata di materassi solo nel canton Argovia, che si assumerà anche una parte dei costi. “Da noi esiste la tradizione del ‘trialogo’: uniamo cioè allo stesso tavolo la politica, l’economia e la ricerca”, afferma in proposito il consigliere di Stato Stephan Attiger, sostenendo la validità di soluzioni elaborate in modo concertato.

Ma come si procede concretamente? Una volta raccolti e controllati, i materassi vengono trasportati nel penitenziario bernese di Witzwil, dove vengono smontati con l’aiuto dei detenuti: si tratta di persone che si trovano in detenzione amministrativa, in attesa di un’ espulsione dalla Svizzera. In un capannone aprono i materassi, per poi accatastare i vari componenti.

Il lavoro è impegnativo e richiede parecchio tempo. Quanto ai materiali così ottenuti, “separiamo i metalli, che vengono riciclati” e anche “i componenti tessili possono essere riutilizzati”, spiega Roger Garo, direttore della ditta di riciclaggio Sortec. La gommapiuma è invece lavorata chimicamente e poi, aggiunge, viene “usata ad esempio per la costruzione di tappetini per le automobili”.

L’obiettivo a lungo termine consiste però nel riuscire a riciclarla diversamente “in modo da poterla riutilizzare anche per costruire materassi nuovi”. Oggi una tecnologia non esiste ancora, ma il mondo della ricerca è al lavoro e come spesso accade servono soldi: anche perché, oggi come oggi, bruciare un materasso costa meno che riciclarlo. Ma intanto, anticipa Garo, “vogliamo parlarne con le autorità cantonali e federali” nell’ottica dell’introduzione di “un contributo anticipato per il riciclaggio”, come avviene per gli apparecchi elettrici: in tal modo ciascuno, comprando un materasso nuovo, ne finanzierebbe già il riciclaggio.

Il progetto pilota si concluderà alla fine dell’anno. E l’auspicio è quello di raccogliere, oltre ad 80 tonnellate di materiale, anche informazioni utili alla prospettiva di un riciclaggio di materassi in tutta la Svizzera.

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