L'esercito iracheno ha attaccato postazioni dei ribelli anti-Assad in Siria, provocando almenosette morti e dozine di feriti. Alla frontiera sono arrivati cospicui rinforzi militari da Baghdad. Lo affermano al Arabiya e al Jazeera.
I combattimenti, affermano i comitati locali anti-regime, sono intensi nella città di frontiera di Yaarobiya, nella provincia di Hasakeh. Conquistata giovedì dai combattenti dei ribelli, sarebbe tornata sotto il controllo dell'esercito nella notte di ieri. Oggi le forze governative si sono ritirate in territorio iracheno e la località è bombardata dall'aviazione di Damasco, stando alla ribellione.
Cresce l'afflusso di armi
Intanto, l'afflusso di armi agli insorti si è intensificato, e cresce la minaccia di un coinvolgimento diretto dei paesi vicini.
Oggi, in visita a Teheran, il ministro degli Esteri siriano Walid Moallem ha dichiarato che per fermare le violenze in Siria vanno fatte "pressioni sulla Turchia, il Qatar e gli altri che sostengono il terrorismo fornendo finanziamenti e armi ai gruppi terroristici". Il regime di Damasco definisce gnericamente "terroristi" tutti i ribelli armati.
L'esercito siriano riceve dal canto suo armi dall'Iran via il territorio e lo spazio aereo iracheni.







