Svizzera

Siria, in vista voto su risoluzione ONU

Forse già prima della fine della settimana, secondo la presidenza francese. Per Stati Uniti, Francia e Gran Bretagna il testo dovrà essere "forte" e vincolante per il regime di Damasco

  • 16.09.2013, 13:30
  • 01.06.2023, 19:25

Stati Uniti, Gran Bretagna e Francia fanno il punto a Parigi

Una risoluzione sulla situazione in Siria potrebbe essere votata dal Consiglio di sicurezza dell'ONU, già prima della fine della settimana.

Lo hanno anticipato lunedì fonti dell'Eliseo, precisando che Francia, Stati Uniti e Gran Bretagna concordano sulla necessità di un documento "forte e vincolante", sullo smantellamento dell'arsenale chimico di Damasco.

La risoluzione, secondo i tre paesi, deve prevedere un calendario e dei termini precisi, come pure "serie conseguenze", in caso di inosservanza da parte del regime di Bachar al-Assad.

La presa di posizione congiunta fa seguito ad un incontro a Parigi fra il presidente francese François Hollande, il segretario di Stato americano John Kerry e il ministro degli esteri britannico William Hague.

"Non tollereremo misure dilatorie", ha dichiarato il responsabile della diplomazia di Washington. Il suo omologo francese, Laurent Fabius, ha quindi preannunciato una "grande riunione internazionale" a New York, intorno ai gruppi dell'opposizione siriana.

Presentato il nuovo rapporto degli inquirenti ONU

Sempre lunedì, a Ginevra, la Commissione d'inchiesta sulle violazioni dei diritti umani in Siria ha presentato il suo ultimo rapporto. Secondo tale organismo, si assiste ad un aumento di crimini e abusi condotti da gruppi antigovernativi, con "un afflusso di combattenti stranieri".

Lo ha dichiarato a Ginevra il presidente della Commissione Paulo Pinheiro, precisando che "intere brigate" sono ora costituite da miliziani provenienti dall'estero.

Gli inquirenti segnalano anche nuovi attacchi contro il personale medico, come quello sferrato da aerei governativi, che lo scorso 12 settembre hanno bombardato un'ospedale da campo nei pressi di Aleppo.

Carla del Ponte declina l'invito a recarsi da sola in Siria

Sono 14 i casi di presunti attacchi con armi chimiche, sui quali stanno indagando le Nazioni Unite. Intanto l'ex procuratrice Carla Del Ponte - che fa parte della Commissione d'inchiesta dell'ONU - ha declinato l'invito, da parte del governo di Damasco, a recarsi a titolo personale in Siria.

Del Ponte e il presidente Pinheiro chiedono infatti un invito ufficiale esteso anche ad altri membri di questa Commissione, la quale ha avviato i propri lavori nel settembre del 2011.

Quanto all'accordo sulle armi chimiche, concluso sabato scorso a Ginevra fra Stati Uniti e Russia, esso potrebbe, secondo Pinheiro, rappresentare la base di negoziati più ampi nell'ottica di una soluzione politica al conflitto. "Vediamo una finestra di opportunità", ha dichiarato.

Red.MM

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