La nuova convenzione fra Svizzera e Liechtenstein per evitare una doppia imposizione escluderà l'introduzione di un'imposta alla fonte del 4% applicata sui salari dei quasi 10'000 frontalieri elvetici che si recano ogni giorno a lavorare nel principato.
È quanto concordato fra i due Stati al termine delle trattative legate al nuovo accordo, la cui firma è prevista per l'estate prossima. Il Governo di Vaduz, viste le pressioni cui è sottoposta la piazza finanziaria ed economica del paese, confidava di introdurre un prelievo fiscale del 4% sulle entrate dei frontalieri elvetici provenienti dai Grigioni e dal canton San Gallo.
Le trattative hanno invece portato a escludere tale ipotesi, con grande sollievo dei comuni dei Grigioni e di San Gallo da cui provengono i lavoratori. "Con tale imposta, circa 20 milioni di franchi all'anno sarebbero stati dirottati dai comuni sangallesi al Liechtenstein", ha commentato Felix Sager, capo dell'ufficio di tassazione del canton San Gallo.
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