Il Nazionale ha definitivamente approvato oggi la liberalizzazione degli orari di lavoro nei negozi ubicati in stazioni di servizio lungo le strade molto trafficate, accettando la soluzione più restrittiva degli Stati. E' stata così accolta l'iniziativa parlamentare del PLR ginevrino Christian Lüscher.
Con il diritto vigente in questi spazi non può essere impiegato personale per vendere certi articoli durante la notte (tra la 1.00 e le 5.00) e la domenica.
I favorevoli al testo hanno accettato di limitare la portata del progetto alle stazioni autostradali e lungo assi di circolazione importanti, escludendo i negozi che si trovano sulle vie d'accesso alle grandi città.
Sinistra battuta
La sinistra ha tentato inutilmente di limitare la liberalizzazione alle sole aree autostradali. È infatti in questi punti che il traffico notturno è più importante, ha sostenuto Louis Schelbert (Verdi/LU), che ha anche ammonito sul fatto che i sindacati non saranno i soli a scendere in campo per il referendum.
Altri progetti
Due mozioni hanno già superato lo scoglio degli Stati. La prima, del ticinese PPD Filippo Lombardi, mira a consentire ai negozi di aprire i battenti in tutta la Svizzera almeno dalle 06.00 alle 20.00, dal lunedì al venerdì, e dalle 06.00 alle 19.00 il sabato. I cantoni sarebbero liberi di adottare disposizioni più liberali.
Il Consiglio degli Stati ha inoltre appena adottato un'altra mozione, sempre di un deputato ticinese. Fabio Abate (PLR) desidera infatti allentare le condizioni che limitano il lavoro domenicale nelle regioni turistiche. Nel caso specifico, il mirino è puntato sui centri commerciali in Ticino, come il Fox Town di Mendrisio.






