Dopo il Nazionale, anche il Consiglio degli Stati ha deciso di sostenere la proposta del ministro della sanità Alain Berset in merito alla moratoria sugli studi medici. I "sì" l'hanno spuntata con 23 voti a 22, grazie al voto decisivo del presidente Filippo Lombardi.
Per la Camera alta "è necessario reintrodurre provvisoriamente la moratoria sugli studi medici" al fine di scongiurare un'esplosione del numero di specialisti, soprattutto nei cantoni di frontiera, e dei costi della salute.
Il dossier torna ora alla sua commissione della salute pubblica, la quale invece auspicava che la proposta fosse rinviata al Consiglio federale, per l'esame in dettaglio.
"Giovani scoraggiati"
In aula gli oppositori, da destra, hanno criticato il fatto che la moratoria, pur essendo considerata provvisoria, era già stata prolungata dal 2002 al 2011.
Joachim Eder (PLR/ZG) ha denunciato questo “diktat di Stato che scoraggia i giovani”. “Vogliamo 300 diplomati in più all’anno, ma poi gli blocchiamo l’accesso ad uno studio privato”, gli ha fatto eco Karin Keller-Sutter (PLR/SG).
"A rischio il lavoro dei cantoni"
“A corto termine non ci sono altre soluzioni”, ha replicato Liliane Maury-Pasquier (PS/GE). “A Ginevra, ad esempio, le domande d’ammissione sono aumentate del 160% da quando è scaduta la prima moratoria, in particolare da parte di psichiatri e radiologi”.
“Non fare nulla vorrebbe dire mettere a rischio gli sforzi dei cantoni per contenere i costi della salute”, ha da parte sua sottolineato Urs Schwaller (PPD/FR). “Senza la moratoria dobbiamo attenderci un aumento supplementare dei premi tra l’1 e il 2%”.
La posizione di Berset
Alain Berset, che ha preso la parola dopo un lungo dibattito, ha “implorato” i senatori di non rinviare l'oggetto in commissione, dal momento che il Governo sta preparando proposte per la fine dell'anno volte ad evitare l'eccesso di medici in alcuni regioni e la penuria in altre. Il consigliere federale ha giustificato la moratoria col forte incremento di richieste da parte di medici stranieri per poter lavorare nella Confederazione. Diversi cantoni - come Ticino e Ginevra - sono preoccupati, ha dichiarato, da questa “esplosione” di richieste.
“Solo l'anno scorso - ha aggiunto il ministro socialista - il numero di lauree di medici stranieri (oltre 2'000) riconosciute dalla Confederazione ha superato di gran lunga quello dei diplomi rilasciati a dottori formati nelle nostre università”. Anche secondo Berset, contrariamente a quanto sostenuto da alcuni senatori, sussiste uno stretto legame tra l'aumento degli studi medici e l'incremento dei costi sanitari.
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RG 18.30 Il servizio di Mattia Serena
RSI Info 12.03.2013, 18:56








