Svizzera

Svizzera condannata

Presunzione d'innocenza ignorata, la Corte europea di Strasburgo dà ragione a un ricorrente

  • 28.10.2014, 16:57
  • Ieri, 13:48
"Il ricorrente ha ragione", sentenziano i giudici europei

"Il ricorrente ha ragione", sentenziano i giudici europei

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La Corte dei diritti umani ha condannato la Svizzera per aver violato il principio della presunzione d'innocenza nei confronti di un prete sotto inchiesta a Ginevra per presunti abusi sessuali ai danni di due ragazze agli inizi degli anni Novanta.

In un primo tempo, il sacerdote aveva ammesso i fatti, poi aveva ritrattato. Nel 2008, a termine di prescrizione scaduto, il procuratore generale aveva deciso d'archiviare il procedimento benché, come aveva scritto, il reato fosse stato effettivamente commesso.

Il diretto interessato aveva interposto ricorso per ottenere la cancellazione della frase e ora Strasburgo gli ha dato ragione, ritenendo ingiuste sia quelle parole, tra l'altro riprese dalla stampa locale, sia le sentenze sfavorevoli succedutesi. Ora dovrà ricevere un indennizzo di 14'400 franchi e un rimborso di 18'000 franchi per le spese processuali.

ATS/dg

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