Svizzera

Svizzera condannata per assenza di cibo vegano in carcere

La CEDU dà ragione a due antispecisti: negare un’alimentazione vegana viola la libertà di pensiero e di coscienza

  • Oggi, 11:04
  • 2 ore fa
Due attivisti si sono visti negare il menu vegano in carcere e in ospedale

Due attivisti si sono visti negare il menu vegano in carcere e in ospedale

  • iStock
Di: ATS / AC 

La Corte europea dei diritti umani (CEDU) ha condannato la Svizzera per aver violato il diritto alla libertà di pensiero e di coscienza di due antispecisti. La Svizzera avrebbe dovuto fornire loro un’alimentazione interamente vegana in prigione e in ospedale.

Il primo antispecista era stato arrestato per aver partecipato ad azioni di danneggiamento di beni. È poi stato posto in carcerazione preventiva per quasi un anno a Champ-Dollon (GE). L’altro vegano, invece, è stato ricoverato nel reparto psichiatrico dell’Ospedale universitario del canton Vaud per due mesi nell’ambito di un collocamento.

Entrambi avevano chiesto un regime alimentare strettamente vegano, senza successo. Hanno portato il caso davanti alla CEDU denunciando una violazione della loro libertà di pensiero e di coscienza.

La Svizzera dovrà ora versare loro 16’000 euro (14’800 franchi) a titolo di torto morale, ovvero 12’000 all’uomo in prigione e 4’000 a quello ricoverato in ospedale. Dovrà inoltre farsi carico delle spese giudiziarie e degli onorari degli avvocati per un importo di 10’000 euro (9’250 franchi).

I giudici di Strasburgo danno loro ragione nella sentenza, riconoscendo che il veganismo, in quanto convinzione etica sincera e coerente, rientra nella protezione della libertà di coscienza.

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Il Faro: Una vita da vegano

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