La FINMA ha sanzionato tre banche private ginevrine per la loro scorretta gestione dei conti di persone della cerchia dell’ex presidente tunisino Ben Ali. La notizia, data ieri, domenica, dalla radio romanda RTS, è stata confermata da due degli istituti finiti sotto la lente dell’autorità di vigilanza federale, che rimprovera loro di non aver rispettato gli obblighi di diligenza e controllo al momento della registrazione.
Stando all’emittente, alle tre società sono state accollate spese per alcune decine di migliaia di franchi (rispettivamente 88'000, 49'000 e 46'000) e ad una è stato vietato di aprire conti a nome di persone politicamente esposte per un periodo di tre anni, nonché di ricorrere a una supervisione esterna per rendere più efficaci le procedure di sorveglianza.
Dubbi sull'efficacia delle norme contro il riciclaggio
Sulla questione si è espressa la Dichiarazione di Berna, la quale ha criticato la prassi dell’ente federale di mantenere confidenziali i suoi interventi. Secondo l’organizzazione, le banche in questione hanno gravemente violato i loro obblighi, ciò che solleva interrogativi riguardo all’efficacia e alla credibilità delle disposizioni antiriciclaggio. Le ammende inflitte vengono poi considerate troppo lievi.
ATS/dg






