Valentin Vogt, presidente dell’Unione svizzera degli imprenditori, prevede nei prossimi 6-9 mesi la perdita di 30'000 posti di lavoro se il valore del franco non dovesse diminuire. Il tasso di disoccupazione dovrebbe salire dall’attuale 3,6% al 4%.
Al settimanale NZZ am Sonntag, Vogt afferma di basarsi sulle comunicazioni che provengono dalle maggiori aziende elvetiche, le quali segnalano mediamente un calo delle ordinazioni nei primi 6 mesi del 2015 del 10-15%. Il fenomeno appare legato alla decisione della BNS del 15 gennaio di abolire il cambio minimo di 1,20 franchi per un euro, introdotto nel 2011.
ats/mas
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