Poca acqua può mettere in crisi la produzione delle centrali idroelettriche svizzere, ma anche abbondanti precipitazioni sono dannose, perlomeno per gli impianti situati sui fiumi: "l'equazione più acqua uguale più energia è sbagliata", afferma il portavoce di Alpiq, una delle maggiori compagnie del settore.
L'estate estremamente piovosa ha portato a un eccesso, con due inconvenienti: le centrali sono progettate per funzionare con una portata ottimale, la parte di troppo viene lasciata scorrere senza passare dalle turbine. Il materiale portato a valle, inoltre, rimane impigliato nelle griglie di protezione e deve essere rimosso, un'operazione che costa ma che è necessaria per garantire la produzione.
I problemi sono stati registrati in particolare lungo il Reno e lungo l'Aar, ma non se ne escludono anche altrove, visto che i terreni non sono ormai quasi più in grado di assorbire altra pioggia.
pon/RG






