Dolci, patatine e snack ipercalorici dominano la dieta di molti bambini in Svizzera, dove uno su cinque è in sovrappeso. Un fenomeno aggravato dall’esposizione costante a pubblicità mirate di cibo spazzatura, diffuse soprattutto tramite social media e videogiochi.
Secondo Michael Beer, direttore supplente dell’Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria (USAV), è fondamentale creare un ambiente in cui i bambini, facilmente influenzabili, non vengano quotidianamente sedotti da questo tipo di messaggi e spinti a consumare prodotti ricchi di zuccheri, grassi e calorie.
Il Consiglio federale sarebbe quindi pronto a intervenire per tracciare confini più rigidi alla pubblicità di alimenti non salutari. Parallelamente, si punta anche su un approccio meno autoritario: da mesi l’USAV è in contatto con l’industria alimentare per introdurre un sistema di autoregolamentazione volontaria che riduca significativamente la promozione di questi prodotti.
L’autoregolamentazione rappresenta un tipico compromesso svizzero, spiega Aaron Agnolazza di Swiss Pledge, organizzazione che ha già coinvolto grandi attori del mercato come Coca-Cola, McDonald’s, Rivella e Kellogg’s in un programma volto a promuovere pratiche pubblicitarie responsabili verso l’infanzia.
Resta però essenziale che l’impegno sia continuo, sottolinea Beer, e non limitato a determinati periodi dell’anno. Il settore, dal canto suo, chiede margini di flessibilità proprio per occasioni speciali come Natale, Pasqua o Halloween.
Le discussioni sono ancora in corso: un nuovo incontro è previsto a fine maggio, mentre le autorità auspicano l’entrata in vigore dell’autoregolamentazione già all’inizio del 2027.





