Ticino e Grigioni

Il Medtech riunito in Ticino

Duecento rappresentanti del settore in assemblea annuale a Lugano - L’industria della ricerca e dei dispositivi medicali in Svizzera impiega 71’000 persone

  • 2 ore fa
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Tecnologie mediche, l’allarme delle imprese

Il Quotidiano 18.05.2026, 19:00

Di: Telegiornale-Camilla Contarini/joe.p. 

Oggi si è tenuta l’assemblea annuale dell’Associazione Svizzera delle Tecnologie Mediche, che per la prima volta si è riunita in Ticino. Presenti a Lugano oltre 200 rappresentanti del settore (che in Svizzera conta 1’400 aziende, un centinaio nel Ticino, con un ruolo leader nel mercato, soprattutto europeo).

Il Medtech in cifre

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  • RSI

I toni sono preoccupati: dal 2021 i dispositivi medici certificati in Svizzera non sono più riconosciuti nell’UE. Un problema sentito, visto che la metà di tutte le esportazioni, è destinata proprio all’Unione europea.

“Un terzo dei nostri 70’000 posti di lavoro - afferma Adrian Hunn, direttore di Swiss Medtech - dipende dalle esportazioni. Inoltre, sempre a causa dell’esclusione dall’accordo di mutuo riconoscimento con l’UE, abbiamo meno dispositivi medici disponibili in Svizzera. Questo significa che i pazienti non hanno accesso a determinati prodotti. Dobbiamo quindi fare progressi e concludere i bilaterali 3, affinché il settore possa tornare a prosperare”.

Il secondo partner commerciale del Medtech rossocrociato sono gli Stati Uniti, che hanno ora una politica doganale a dir poco imprevedibile. La forza del franco poi non aiuta. “E si aggiungono - prosegue Hunn - le sfide normative: le regolamentazioni, per esempio nei dispositivi medici ma anche in materia di sostenibilità, sono in aumento. Questo rende sempre più difficile per le aziende operare in modo redditizio. Vorrei anche citare la tassa di vigilanza prevista da Swissmedic per i dispositivi medici: da un lato si cerca di alleggerire le imprese, ma dall’altro si introducono nuovi oneri”. Una tassa che servirà a coprire i controlli su medicamenti e prodotti da parte di Swissmedic, aumentati in seguito al mancato accordo con l’UE nel 2021.

Di fronte a queste sfide – normative, commerciali ed economiche – la risposta ticinese punta sulla creazione di una rete per sfruttare e favorire l’innovazione. “Pensiamo ad esempio - dice Stefano Rizzi, direttore della Divisione finanze ed economia - allo Switzerland Innovation Park Ticino, all’interno del quale centro di competenza legato alle scienze della vita in cui Swiss Medtech è un attore importante. E qui da noi in Ticino abbiamo la possibilità di mettere in campo strumenti concreti, penso in particolare alla legge per l’innovazione economica che ci permette di aiutare queste imprese nei loro progetti innovativi sostenendole ad esempio nella cooperazione con le università, facendo un trasferimento delle tecnologie del sapere per accelerare i processi di innovazione”.

La vera partita, per il futuro di un settore che vale 70’000 posti di lavoro, in ogni caso si gioca a Berna e Bruxelles.

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