Ticino e Grigioni

Canicola, primo morto. “L’esposizione al caldo è stata una concausa”

Un uomo di 48 anni è deceduto mercoledì a Lugano - In questi giorni nei pronto soccorso dell’EOC sono arrivate 136 persone per problemi relativi al caldo - Da quest’anno istituito monitoraggio ad hoc

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Al pronto soccorso per il caldo

Il Quotidiano 28.05.2026, 19:00

Di: Il Quotidiano-Barbara Raveglia/DC 

All’ospedale Civico di Lugano la dottoressa Petrino, primaria e direttrice medica del Servizio di pronto soccorso EOC, tira le somme di un fine settimana lungo particolarmente intenso, con 10-15% di accessi in più rispetto alla media stagionale. In questa prima ondata canicolare c’è stata una prima vittima: un uomo di 48 anni. “Purtroppo mercoledì pomeriggio un paziente è stato portato qui dalla Croce Verde di Lugano: si è sentito male sul lavoro - all’aperto - si è incamminato per andare a casa ed è crollato a terra”, racconta a Il Quotidiano Roberta Petrino. “I passanti lo hanno trovato incosciente. È arrivato qua con una temperatura estremamente alta. Le circostanze sono ancora tutte da valutare, ma sicuramente l’esposizione al caldo è stata una concausa di questo evento.”

Solo a Lugano, tra martedì e mercoledì, sono arrivate 39 persone con sintomi potenzialmente correlati al caldo. Di queste, 23 sono state ricoverate. Se si prendono in considerazione i quattro pronto soccorso dell’EOC, si contano 136 persone visitate e 73 ricoverate a causa delle elevate temperature. 

Tutti i casi vengono registrati e monitorati

Le ondate di canicola preoccupano sempre più le autorità sanitarie. Da quest’anno, in collaborazione con l’Ufficio del medico Cantonale, è stato istituito un monitoraggio specifico: “L’obiettivo è quello di monitorare i casi di persone che si presentano nei pronto soccorso dell’EOC con patologie attribuibili, o perlomeno associate, al caldo”, spiega Federico Peter, medico cantonale aggiunto.” Per noi è fondamentale avere questi dati per adattare la risposta: informare la popolazione, sensibilizzare alcune fasce specifiche, anche professionali. E anche per identificare alcuni fattori di rischio associati a queste patologie”, come malattie concomitanti o farmaci assunti.

Dati che venivano già raccolti da una decina d’anni, ma in modo meno sistematico ed efficace. “Adesso invece questa scheda di monitoraggio è stata inclusa all’interno della cartella clinica”, mostra su un computer la primaria e direttrice medica del Servizio di pronto soccorso EOC, Roberta Petrino, “e il monitoraggio verrà fatto a tappeto a tutti i pazienti. Anche per noi sarà importante avere dei dati, dei riscontri.”

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