Il Crédit Suisse sarebbe pronto a pagare alle autorità statunitensi più di 800 milioni di dollari per evitare conseguenze giudiziarie legate alle accuse di aver aiutato facoltosi clienti ad evadere il fisco.
Lo scrive il Wall Street Journal, che cita fonti vicine al dossier. L’accordo dovrebbe essere concluso entro giugno.
Si tratterebbe della sanzione più elevata imposta da Washington ad una banca svizzera dall’inizio dell’offensiva contro l’evasione. Nel 2009 UBS, che doveva rispondere di accuse simili, aveva accettato di sborsare 780 milioni di dollari. Attualmente altri istituti di credito elvetici sono in trattative con l’amministrazione americana, fra cui Julius Bär e la filiale svizzera di HSBC.
Nel luglio scorso UBS aveva invece pagato 885 milioni per raggiungere un’intesa su un’altra vertenza (legata alla sua politica commerciale in materia di crediti subprime).
AFP/cos








