Svizzera

"Un accordo con Roma entro maggio"

Per il ministro dell'economia italiano Fabrizio Saccomanni, l'intesa fiscale tra Svizzera e Italia potrebbe andare in porto in primavera; escluso il modello Rubik

  • 30.01.2014, 16:02
  • Ieri, 12:48
I due ministri in conferenza stampa a Berna

I due ministri in conferenza stampa a Berna

  • KEYSTONE

Un accordo tra Italia e Svizzera su tutti gli aspetti del confronto fiscale potrebbe essere concluso entro maggio, quando nella Confederazione giungerà il presidente Giorgio Napolitano. Lo ha auspicato il ministro dell'economia italiano Fabrizio Saccomanni, al termine di un incontro, oggi, giovedì, con la ministra delle finanze Eveline Widmer-Schlumpf nel contesto di una visita di due giorni a Berna.

I punti sul tavolo sono diversi, dalla regolarizzazione delle situazioni passate alle "liste nere", passando per l'imposizione dei frontalieri e per la situazione dell'enclave di Campione.

La ministra ha precisato che Svizzera e Italia concretizzeranno una road map dettagliata in vista dell'intesa, e ha insistito sul fatto che Roma dovrà agire in modo non discriminatorio. Il timore di Berna è che imprese o persone italiane con conti in Svizzera siano trattate diversamente da imprese e persone con capitali in paesi dell'Unione Europea.

A questo proposito Saccomanni ha sottolineato che la nuova legislazione italiana sul rientro dei capitali dall'estero appena adottata dal Governo, che prevede una differenza tra paesi membri dell'Unione Europea e paesi non membri, "non ha nulla di discriminatorio".

Il presidente della Confederazione Didier Burkhalter e Saccomanni hanno poi dato il via alla seconda edizione del Forum di dialogo tra i due paesi.

ATS/FM

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  • Franco Citterio, direttore dell'Associazione bancaria ticinese, sulle prospettive del negoziato

    RSI Info 31.01.2014, 09:19

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"Anonimato escluso"

L'intesa con l'Italia non vedrà applicato il cosiddetto modello Rubik, su cui sono basati gli accordi siglati con la Gran Bretagna e l'Austria e che prevede un'imposta alla fonte. Lo ha detto Eveline Widmer-Schlumpf. Roma esclude infatti la possibilità di mantenere l'anonimato per chiunque abbia esportato illegalmente capitali.

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