È trascorso un anno da quando, con una decisione inattesa, la Banca nazionale svizzera ha abbandonato il cambio minimo tra franco ed euro. Una decisione ancora recentemente difesa dal presidente della BNS, Thomas Jordan, che ha portato a un apprezzamento del franco.
A un anno di distanza il presidente di Swissmem, Hans Hess, ritiene che le conseguenze per il settore metalmeccanico sono drammatiche, con un calo del 14% delle commesse e oltre 4'000 licenziamenti. Secondo Martin Neff, capo economista di Raiffeisen, gli effetti dello choc sull’economia verranno a galla nel corso del 2016.
Angelo Ranaldo, professore di economia all’Università di San Gallo, si dice preoccupato anche dagli aspetti qualitativi, in particolare la possibile perdita di competenze tecniche, come successo nella crisi orologiera degli anni 1970, che sono poi difficili da recuperare.
TG/sf
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