Riuniti sabato a Coira, i delegati dei Verdi hanno chiaramente respinto l’iniziativa “200 franchi bastano!”, che intende ridurre il canone SSR a 200 franchi, in votazione il prossimo 8 di marzo.
Sempre in relazione alla consultazione di inizio marzo, gli ecologisti hanno invece approvato la legge che introduce l’imposizione individuale delle coppie contro la quale sono stati lanciati due referendum. Circa l’iniziativa popolare sul denaro contante, i Verdi si sono espressi a favore del controprogetto.
In merito alla tassazione individuale, stando agli ecologisti questa riforma fiscale garantirà che tutti i coniugi siano trattati allo stesso modo dall’ufficio delle imposte. “In questo modo, soprattutto le donne e le madri sarebbero più indipendenti dal punto di vista finanziario e avrebbero una migliore previdenza per la vecchiaia”, ha affermato la consigliera nazionale sangallese Franziska Ryser.
I delegati si sono poi espressi chiaramente contro l’iniziativa sulla SSR. Il partito giudica pericolosa una proposta che intende ridurre il bilancio della televisione pubblica, in un frangente in cui proliferano le “fake news”. “Abbiamo bisogno di informazioni e dibattiti equilibrati in tutte le regioni del Paese”, ha affermato il consigliere nazionale lucernese Michael Töngi.
Un fondo per il clima, per una Svizzera “più indipendente”
Sempre l’8 di marzo, gli elettori si pronunceranno anche sull’iniziativa popolare degli stessi Verdi, sostenuta dal PS e dai circoli ambientalisti, volta all’istituzione di un fondo per il clima. La presidente del partito, Lisa Mazzone, ha dichiarato che un “sì” alle urne avvantaggerebbe l’intera popolazione e l’economia.
Secondo Mazzone, la forte dipendenza dalla Cina per la transizione energetica e dagli Stati Uniti per le tecnologie digitali rappresenta un rischio geopolitico. Anche l’importazione di gas liquido dalla Russia sarebbe, a suo avviso, “in contraddizione con il nostro sostegno all’Ucraina contro la guerra di aggressione”.
La presidente degli ambientalisti ha quindi contrapposto una politica verde orientata al futuro a quella del Consiglio federale e degli altri partiti, accusati di essere tornati “al passato”, sabotando la transizione energetica e continuando a puntare su nuove centrali nucleari. Il fondo per il clima rappresenterebbe invece un progetto lungimirante, alternativo agli investimenti in esercito, autostrade ed energia nucleare.
Secondo Mazzone, questi investimenti consentirebbero di sostenere concretamente la popolazione nel percorso verso la neutralità climatica e nell’adattamento agli effetti sempre più estremi della crisi climatica. La promozione della riqualificazione energetica degli edifici, ad esempio, migliorerebbe la qualità della vita sia in inverno sia in estate, riducendo al contempo i costi di riscaldamento. Il fondo permetterebbe inoltre di sviluppare treni notturni e collegamenti ferroviari internazionali a prezzi accessibili.
Anche l’economia elvetica ne trarrebbe vantaggio. “Investire in Svizzera, invece di spendere ogni anno 8 miliardi di franchi all’estero per le energie fossili, creerebbe posti di lavoro sicuri e rafforzerebbe la sostenibilità”, ha concluso Mazzone.

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Notiziario 31.01.2026, 14:00
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