VOTAZIONI DELL’8 MARZO

Iniziativa SSR: i “no” sono in vantaggio

Così mostrano gli esiti del 1° sondaggio gfs.bern - “Sì” all’iniziativa e al controprogetto sul denaro contante, netta contrarietà al fondo per il clima e ampio sostegno all’imposizione individuale

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A questo primo sondaggio hanno contribuito più di 15'000 aventi diritto

A questo primo sondaggio hanno contribuito più di 15'000 aventi diritto

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Di: Alex Ricordi 

Sia l’iniziativa sul denaro contante, che il controprogetto, appaiono avviati verso un’approvazione. Sull’iniziativa SSR i “no” sono attualmente in vantaggio. È quindi netta la contrarietà ad un fondo per il clima, mentre a incassare un ampio sostegno è la legge sull’imposizione individuale. È questo, in estrema sintesi, il quadro delle tendenze che emerge dal primo sondaggio elaborato dall’istituto gfs.bern in vista delle votazioni federali dell’8 marzo.

Vediamo allora nel dettaglio i principali riscontri di questa inchiesta demoscopica, cui hanno contribuito più di 15’000 aventi diritto di tutte le regioni linguistiche del Paese.

Verso due “sì” sul denaro contante

L’iniziativa sul denaro contante parte con slancio e ottiene in prima battuta, fra pareri sicuramente e tendenzialmente positivi, il 65% di consensi.

Nel raffronto regionale, è proprio la Svizzera italiana a mostrarsi più favorevole con il 74% di opinioni di segno positivo. Il sostegno al testo tende poi ad aumentare col progredire dell’età, mentre diminuisce passando dalle fasce di reddito più basse a quelle più alte. Se si considerano le affiliazioni politiche, l’iniziativa fa un autentico pieno di consensi fra i simpatizzanti dell’UDC. Fra i sostenitori degli altri partiti, invece, non si constatano ancora chiare maggioranze a favore o contro.

Il controprogetto del Governo e del Parlamento “viaggia” però su cifre analoghe a quelle dell’iniziativa: il sondaggio mostra infatti pareri di segno favorevole nella misura del 67%. Solide sono anche le maggioranze a favore in tutte le regioni linguistiche, mentre fra i simpatizzanti di PLR, Centro, PS, ecologisti e Verdi liberali i consensi vanno oltre i due terzi degli interpellati. Quale delle due proposte la spunterà? Ai votanti, va ricordato, è rivolta anche una domanda risolutiva per l’eventualità di un’approvazione di entrambi i testi. E dai risultati del sondaggio emerge così, per ora, una lieve maggioranza a favore del controprogetto: il 51%, a fronte del 43% per l’iniziativa e di una quota di indecisi che si attesta al 6%.

Iniziativa SSR: contrari al 52%

Passiamo quindi all’iniziativa “200 franchi bastano”: pareri contrari al testo, che prevede una riduzione del canone radiotelevisivo e una completa esenzione dal pagamento per le aziende, sono al momento espressi dal 52% degli interpellati. Il 46% ha invece una posizione favorevole, mentre solo il 2% esprime ancora indecisione. I “no” quindi prevalgono. Ma il quadro complessivo delle tendenze, tenendo poi conto del margine di errore statistico, è al momento assimilabile ad un testa a testa. Gli analisti di gfs.bern rilevano però che il campo dei contrari parte ben organizzato. E osservano che una campagna di votazione, in genere, sortisce l’effetto di far crescere la percentuale dei “no”.

Nella Svizzera italiana il dato concernente i contrari (55%) risulta superiore di alcuni punti a quello nazionale, mentre è in Romandia che si rileva la percentuale più alta di dissensi (58%). Sul piano politico l’iniziativa non fa che riflettere la marcata polarizzazione che si constata fra i partiti, con i sostenitori dell’UDC nettamente a favore del testo e quelli dell’area di sinistra che altrettanto nettamente lo avversano. I pareri contrari si impongono marcatamente anche tra i sostenitori del Centro e dei Verdi liberali e risultano maggioritari, seppur in misura più contenuta, anche tra quelli del PLR.

L’iniziativa incassa consensi fra gli interpellati con un minore livello di formazione, mentre è fra le donne che si constata una maggiore contrarietà al testo. Fra le argomentazioni sostenute dai favorevoli, primeggia quella secondo cui il canone è troppo elevato. A trainare invece le posizioni contrarie, è in particolare il fatto che il canone rappresenta un segno di solidarietà verso le regioni più piccole del Paese.

Fondo per il clima: si delinea un “no”

Tendenze decisamente più nette si riscontrano invece per l’iniziativa che punta alla creazione di un fondo destinato al clima. I numeri assumono qui una valenza piuttosto inequivocabile: il campo dei contrari si attesta già infatti al 60%, distanziando quello dei favorevoli di ben 25 punti percentuali. Un dato che pone i promotori del testo, già in partenza, decisamente sulla difensiva.

I pareri sfavorevoli risultano più diffusi nella Svizzera tedesca e, tornando al dato complessivo, fra le fasce d’età più avanzate. Politicamente si riscontra poi una chiara divisione fra schieramenti. Fra coloro che si identificano nell’area di sinistra i consensi sono nettamente in maggioranza. Ma le opinioni di segno opposto prevalgono invece fra i simpatizzanti del Centro e, in misura ancora più incisiva, fra quelli di PLR e UDC. In maggioranza contrari all’iniziativa sono anche coloro che non si riconoscono in nessun partito.

Assai condivisa, mostrano gli esiti del sondaggio, è l’argomentazione secondo cui gli investimenti nelle energie rinnovabili e nell’efficienza energetica rafforzano la sicurezza dell’approvvigionamento in Svizzera. Risulta però ben diffuso anche il timore di costi, legati al fondo, che finirebbero per gravare in modo eccessivo sul bilancio della Confederazione.

Svetta l’imposizione individuale

Incassa infine un ampio sostegno la legge sull’imposizione individuale. L’oggetto, preso di mira da due referendum, convince infatti il 64% dei partecipanti al sondaggio. Inoltre l’analisi delle intenzioni di voto non individua al momento alcun gruppo che esprima in maggioranza pareri contrari alla normativa.

In particolare evidenza è il sostegno da parte delle donne, che approvano il progetto nella misura del 69%. Salde maggioranze per la normativa si rilevano quindi in tutte le regioni linguistiche del Paese e segnatamente in quella francofona (73%). La nuova legge fa inoltre breccia in tutte le fasce di reddito, con quote d’approvazione che riflettono, e in alcuni casi superano, il dato nazionale.

I consensi prevalgono più o meno ampiamente fra i simpatizzanti di tutti i maggiori partiti. Solo fra quelli dell’UDC si rileva una maggioranza solo di misura (53%) a sostegno del progetto. Per quanto poi riguarda il Centro, emerge una netta divergenza fra la posizione del partito, che raccomanda il “no”, e quella della base che, come evidenziano i riscontri del sondaggio, sostiene invece il progetto in larga maggioranza.

Sul piano delle argomentazioni, a tener banco è quella secondo cui è giusto che persone sposate e non sposate, a parità di reddito, siano tassate allo stesso modo. Più della metà degli interpellati, tuttavia, è dell’idea che la presentazione di due dichiarazioni d’imposta, per ogni coppia sposata, comporterà più burocrazia e più oneri amministrativi.

Il dato sulla partecipazione

In conclusione, il 47% dei partecipanti al sondaggio afferma che sicuramente parteciperà a queste votazioni: un dato vicinissimo alla media sul lungo termine (47,1%) inquadrata dalle statistiche fra il 2011 e il 2024. Tale quota si riduce al 38% nella Svizzera italiana, dove tuttavia è più elevata, nel raffronto regionale, la percentuale degli interpellati che dichiarano di essere propensi a partecipare.

Ad ogni modo gli esperti di gfs.bern constatano che gli oggetti in votazione, benché la campagna sia nelle fasi iniziali, stanno già mobilitando una larga parte della popolazione: una dinamica che dovrebbe intensificarsi con l’avvicinamento all’8 marzo e che fa quindi prevedere una partecipazione superiore alla media.

Il sondaggio è stato elaborato sulla scorta delle opinioni raccolte dall’istituto gfs.bern attraverso interviste telefoniche e pagine allestite sui portali d’informazione della SSR. Il margine d’errore statistico, per eccesso o per difetto, è di 2,8 punti percentuali

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Notiziario 30.01.2026, 06:00

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