L’affluenza alle urne di oltre il 55% in occasione delle votazioni federali dell’8 marzo è stata nettamente superiore alla media: la mobilitazione è stata sostenuta da ambienti politicamente impegnati, ben istruiti e di orientamento piuttosto liberale-progressista. Questa dinamica ha tendenzialmente rafforzato le posizioni istituzionali, secondo l’analisi Vox sul comportamento degli elettori pubblicata venerdì.
L’iniziativa SSR è stata come noto nettamente respinta, con il 61,9% di “no”. Il comportamento di voto ha chiaramente seguito schemi ideologici, affermano gli esperti: il testo ha raccolto consensi soprattutto tra le persone di destra con scarsa fiducia nei media, nonché tra persone giovani, con un basso livello di formazione e un basso reddito. Fra queste, è stato motivato principalmente da ragioni finanziarie, mentre le critiche alla SSR, pur rappresentando un aspetto importante, sono rimaste un argomento secondario. I contrari, invece, si sono basati soprattutto sul desiderio di una SSR forte e indipendente, nonché sulla qualità e credibilità percepite della sua offerta.
Gli argomenti a favore non sono riusciti a convincere quasi nessuno al di fuori del campo del “sì” e hanno avuto un forte effetto polarizzante. Al contrario, gli argomenti avversi hanno trovato un consenso più ampio: determinante è stato quello della solidarietà nei confronti delle regioni linguistiche, che è stato sostenuto ben oltre i confini degli schieramenti politici e ha contribuito in modo significativo alla bocciatura della proposta.
Imposizione individuale e clima
La legge federale sull’imposizione individuale (54,3% di “sì”) è stata approvata nonostante l’opposizione degli ambienti conservatori. Dal punto di vista dei contenuti, l’uguaglianza di genere e l’equità fiscale si sono contrapposte alle critiche relative ai costi aggiuntivi, alle possibili disuguaglianze e alla penalizzazione dei modelli familiari tradizionali.
Per quanto riguarda l’iniziativa per un fondo per il clima, respinta con il 70,7% di voti contrari, determinanti sono state le preoccupazioni economiche e la valutazione secondo cui gli strumenti esistenti della politica climatica sono sufficienti. Il sostegno all’iniziativa è rimasto essenzialmente confinato ad ambienti chiaramente definiti e impegnati a favore della politica in difesa del clima.
Denaro contante
Infine, in merito all’iniziativa “Il denaro contante è libertà” (bocciata con 54,4% di “no”), vi è stato un ampio consenso sulla questione di fondo, ma ha prevalso il controprogetto più moderato (73,4% di “sì”). La tutela del contante era poco controversa, ma lo era invece la modalità proposta per garantirla.
L’analisi Vox, finanziata dalla Confederazione, è stata realizzata dall’istituto demoscopico gfs.bern su 3’271 aventi diritto di voto elettori.
Notiziario 11.00 del 24.04.2026










