Il forum economico mondiale è un mondo dove ognuno è classificato secondo il colore dell’accredito. Non si tratta quindi di una nazione arcobaleno che vuole integrare le varie comunità; contano invece - e parecchio - il potere, il denaro, l'influenza e la notorietà. Tutti fattori che si riflettono sulla propria tesserina.
Non per niente c'è chi parla addirittura dello “sguardo di Davos”, vale a dire quel muoversi tenendo d'occhio non chi si incontra ma le loro tesserine per capire con chi si ha a che fare e dove piazzarlo nella gerarchia del WEF.
Qualche esempio: un certo blu va alla polizia e agli addetti alla sicurezza, rosso agli autisti, oro a chi entra solo negli alberghi, un altro blu agli impiegati del WEF, violetto chiaro per camerieri e tecnici, arancio per i giornalisti che accedono solo a certe aree, viola per il personale tecnico dei media . In pratica più il viola si sostituisce all’arancione e più cala la libertà di movimento…
Il verdino è invece il colore degli assistenti dei partecipanti al WEF. La tessera bianca con fascia inferiore blu identifica invece i partecipanti al forum, quelle bianche i loro coniugi, gente che si può muovere dappertutto o quasi. Infatti ci sono anche i VIP fra i VIP, quelli che sopra la tessera da partecipante hanno il punto blu di sponsor del WEF o addirittura il logo con ologramma. Gente che entra nei salottini più esclusivi .
Un'immagine presa al volo mentre uno dei nostri consiglieri federali si infilava il mantello
Luca Fasani






