“Senza il Ticino non ce l’avremmo fatta”: parola di Christoph Blocher, che proprio in Ticino oggi (sabato) ha parlato della vittoria dell’UDC nel voto del 9 febbraio sull’immigrazione di massa e delle sue conseguenze.
Davanti a una platea di alcune decine di giornalisti e simpatizzanti, riunita all’Hotel Dante di Lugano, il consigliere nazionale democentrista ha ribadito i concetti già più volte espressi nelle ultime settimane e ha ricordato come il contingentamento del passato non avesse danneggiato l’economia svizzera. Con la libera circolazione la torta è forse diventata più grande, ma la fetta del singolo si è rimpicciolita.
La Confederazione non deve temere per il suo commercio estero, ha detto, citando il suo esempio di imprenditore: è verso l’UE che anche l’azienda di famiglia, la EMS-Chemie, esporta buona parte della sua produzione. Lo faceva prima dei bilaterali e continuerà a farlo anche in futuro, ha affermato.
Quanto ai frontalieri, ogni cantone deve poter decidere se e come limitarne il numero, e qui il Ticino deve sapere cosa vuole: Blocher ha detto di aver incontrato industriali del cantone ieri sera e di non aver riscontrato un’unanimità di vedute al riguardo.
RG/pon
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CSI - Il servizio di Gabriele Bohrer
RSI Info 08.03.2014, 18:37
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RG delle 18.30 - Il servizio di Paola Latorre
RSI Info 08.03.2014, 19:39












