È stato condannato a 12 anni di detenzione il 60enne che, per almeno 7 anni, ha abusato sessualmente della propria figlia, facendola abortire 4 volte. La pena comminata dalla Corte delle Assise criminali di Lugano, è più severa di quanto chiesto dalla Pubblica accusa. La difesa aveva chiesto la piena assoluzione.
“Raramente ci si è trovati confrontati con una fattispecie così raccapricciante”. È con queste parole che la presidente della Corte delle Assise criminali Monica Sartori-Lombardi ha descritto il processo che ha infine visto condannato il 60enne siriano, richiedente l’asilo, a 12 anni di carcere e 12 di espulsione dalla Svizzera.
A poco sono dunque valse le argomentazioni della difesa, che ha cercato di fare leva sulla poca affidabilità delle prove presentate nei confronti dell’imputato, reputate non convincenti oltre ogni ragionevole dubbio.
A pesare sulla decisione della Corte la colpa grave dell’imputato, che dopo anni di abusi e dopo aver costretto la figlia - affetta da un leggero ritardo mentale - ad abortire per 4 volte, non ha mai dimostrato un briciolo di empatia o pentimento. Media invece la colpa per le percosse nei confronti, oltre che della figlia, anche della moglie, e dei due figli maschi. Anche loro tre con ritardi mentali di varia entità. Non è ancora noto se il condannato presenterà ricorso.

In aula per rispondere di violenza carnale e incesto
Il Quotidiano 22.04.2026, 19:00







