Ticino e Grigioni

Processo per abusi sulla figlia, l’imputato nega tutto

Un 67enne siriano è accusato di violenze sessuali ripetute dal 2015 al 2022 - L’uomo respinge le accuse e mette in dubbio la credibilità della vittima

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È cominciato il processo nei confronti di un 67enne siriano
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Radiogiornale 12.30 del 22.04.2026: Il servizio di Stefano Lordi sul processo per abusi

RSI Info 22.04.2026, 12:30

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Di: Radiogiornale - Stefano Lordi / AC 

Al Palazzo di Giustizia di Lugano si è aperto mercoledì il processo che vede imputato un 60enne siriano richiedente l’asilo accusato di violenza carnale ripetuta, incesto ripetuto e lesioni semplici ripetute; oltre che di altri reati minori.

L’accusa a carico del sessantenne siriano è di aver ripetutamente abusato, dal 2015 al 2022, della giovane figlia, ora ventisettenne. Sette anni in cui la ragazza, affetta da un lieve ritardo mentale, sarebbe inoltre rimasta incinta e in seguito avrebbe abortito quattro volte. 

Secondo il procuratore pubblico Pablo Fäh, le violenze carnali sarebbero avvenute dietro la minaccia di percosse. Oltre a ciò, l’imputato avrebbe anche picchiato la moglie e gli altri due figli, anche loro tre con un lieve ritardo cognitivo. 

L’imputato, dal canto suo, ha finora respinto tutte le accuse a suo carico e quando la presidente della Corte, Monica Sartori Lombardi, gli ha chiesto perché allora la figlia lo stesse accusando di atti così gravi, lui ha risposto che la ragazza non è credibile a causa del suo ritardo mentale e che avrebbe inventato la storia per non risultare impura agli occhi di un eventuale marito.

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