Al Palazzo di Giustizia di Lugano si è aperto mercoledì il processo che vede imputato un 60enne siriano richiedente l’asilo accusato di violenza carnale ripetuta, incesto ripetuto e lesioni semplici ripetute; oltre che di altri reati minori.
L’accusa a carico del sessantenne siriano è di aver ripetutamente abusato, dal 2015 al 2022, della giovane figlia, ora ventisettenne. Sette anni in cui la ragazza, affetta da un lieve ritardo mentale, sarebbe inoltre rimasta incinta e in seguito avrebbe abortito quattro volte.
Secondo il procuratore pubblico Pablo Fäh, le violenze carnali sarebbero avvenute dietro la minaccia di percosse. Oltre a ciò, l’imputato avrebbe anche picchiato la moglie e gli altri due figli, anche loro tre con un lieve ritardo cognitivo.
L’imputato, dal canto suo, ha finora respinto tutte le accuse a suo carico e quando la presidente della Corte, Monica Sartori Lombardi, gli ha chiesto perché allora la figlia lo stesse accusando di atti così gravi, lui ha risposto che la ragazza non è credibile a causa del suo ritardo mentale e che avrebbe inventato la storia per non risultare impura agli occhi di un eventuale marito.







