L’Organizzazioni cristiano-sociale ticinese (OCST), in una nota inviata giovedì, si è detta favorevole all’introduzione di un salario minimo legale di 4'000 franchi, pur affermando il primato dei contratti collettivi di lavoro sull’imposizione salariale da parte dello Stato.
Da un profilo retributivo, i CCL - si legge nel comunicato - consentono infatti “di tenere presenti in modo più appropriato le specificità di ogni singola categoria e di fissare scale salariali articolate per livello di qualifica e di funzione” e hanno anche il vantaggio di regolamentare altre rilevanti condizioni di lavoro, come la durata giornaliera, le ferie e i giorni festivi, i congedi pagati e le coperture assicurative e previdenziali.
Per il sindacato, tuttavia, se approvata, l’iniziativa in votazione il prossimo 18 maggio costituirebbe un utile complemento ai contratti collettivi e un auspicabile sbarramento contro il dumping salariale.
Red.MM-LudoC.
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