Tutto inizia da una fiaba, “Vogel”, del 1933, scritta dal cittadino più famoso di Montagnola: lo scrittore Hermann Hesse. Protagonista della storia è un uccello misterioso che porta paure e tensioni fra gli abitanti, soprattutto dopo che il sindaco annuncia che la caccia al pennuto è aperta.
L’idea iniziale è del Museo Hermann Hesse: mettere in scena la fiaba di Hesse con un esperimento di teatro partecipativo, dal titolo “L’uccello di Mattutino”. Non c’è palcoscenico: la storia è raccontata nelle piazze e nelle stradine del paese. Non ci sono attori: i normali cittadini di Montagnola, o dei paesi vicini, mettono in scena la vicenda, in un esperimento che vuole creare comunità e senso di appartenenza.

"L'uccello di Mattutino", prove dello spettacolo
L’evento sarà ripetuto tre volte, 11, 12, 13 giugno, la sera, con il pubblico che si sposterà a piedi da un luogo all’altro della frazione di Collina d’Oro, vivendo in prima persona un’esperienza e non guardando passivamente uno spettacolo. Il pubblico sarà accompagnato, da un luogo all’altro, dalle studentesse e dagli studenti dell’Accademia Teatro Dimitri.
Alle prove incontriamo Manuela Vallarino, ex maestra di musica delle scuole elementari, oggi in pensione, che vive a Montagnola da sempre: «A me questo progetto è piaciuto tantissimo proprio perché lo trovo veramente di valore per un territorio come il nostro, che è molto vicino alla città di Lugano e, quindi, sta diventando un po’ periferia della città. La comunità c’è ancora, però, negli ultimi anni, va a sparire, almeno questo è quello che vivo io. Il fatto di non vivere le piazze è peccato: si perde la comunità, la vicinanza e la conoscenza».
ll teatro partecipativo è un momento di unione tra le persone che abitano in uno stesso posto, che amano quel luogo e che desiderano fare qualcosa per quel luogo tutti insieme.
Giacomo Agosti, Regista
La storia di partenza è semplice, ma in realtà i protagonisti vivono una lacerazione grossa nella loro coscienza: devono decidere se catturare o meno un essere vivente che fa parte della loro storia di vita, che hanno visto magari da bambini.
Ci spiega il regista Giacomo Agosti: «Quello che ci importava era soprattutto far vedere, o meglio immaginare, cosa fosse Montagnola nel 1933: lungi dall’essere una residenza per i miliardari, dall’essere una sorta di quartiere bene di Lugano, Montagnola era una comunità di piccoli coltivatori, di piccoli allevatori, di animali, di persone che vivevano a contatto con la natura, vicine al mondo contadino».

Particolare da un'illustrazione di Hermann Hesse
La realtà è ancora più profonda e intricata se si passa ad altri livelli di lettura. Ci spiega ancora Agosti: «In realtà Hermann Hesse si proietta nell’uccellino, è lui l’uccellino: pur avendo vissuto per tanti anni in questo paese, viene improvvisamente, o lentamente, riconosciuto come un estraneo. Si può fare una lettura metaforica che si alimenta anche dalla condizione terribile del 1933 in Europa: la presa di potere da parte dei nazisti. Non è escluso che magari lo stesso Hesse, in quanto tedesco, si sentisse leggermente a disagio».
L’uccello di Mattutino
Teatro partecipativo - La Collina riscopre Hesse
Piazza Brocchi, Montagnola
Giovedì 11 giugno, 20:30 / Venerdì 12 giugno, 21:00 / Sabato 13 giugno 20:30
Regia di Giacomo Agosti
Coordinamento: Veronica Carmine (responsabile partecipazione del Museo Hermann Hesse) e Manuela Vallarino
Partecipazione dell’Accademia Teatro Dimitri con la regia di Giampaolo Gotti

Siamo fuori a Montagnola
Siamo Fuori 19.05.2026, 16:50






