Il cambio di strategia nella lotta al coleottero giapponese ha dato risultati concreti in Ticino. Le trappole private, prima sconsigliate, sono ora raccomandate anche ai cittadini che vogliono contribuire al contenimento dell’insetto.
Le vendite sono esplose. Raffaele Caminada, titolare della Caminada SA, conferma il trend a SEIDISERA: “Quest’anno, commercialmente parlando, sono andate molto molto bene. Abbiamo venduto dieci volte in più rispetto all’anno scorso, anche se questo è dovuto essenzialmente alla grande presenza del coleottero sul territorio”.
Nonostante i grandi numeri, non ci sono stati problemi di forniture. I commercianti si sono dimostrati pronti a gestire questa ondata di richieste.

Lotta contro la popilia japonica: catturati 15 milioni di esemplari
Il Quotidiano 16.07.2026, 19:00
Dai giocattoli alla trappola del Cantone
Per contenere la popilia japonica, questo il nome scientifico dell’insetto originario dell’isola di Hokkaido, il Cantone utilizza un tipo particolare di trappola: bottiglie trasparenti con tappo verde a imbuto, visibili ovunque nelle ultime settimane. Queste trappole risultano più economiche rispetto ai modelli commerciali.
L’aspetto più interessante è che l’imbuto verde è stato ideato, sviluppato e prodotto in Ticino. Andrea Castrovinci, responsabile del Laboratorio di Ingegneria dei materiali polimerici della SUPSI, spiega l’origine del progetto: “Nascono da un’esigenza che il Canton Ticino ha portato all’interno della SUPSI, chiedendo supporto per realizzare trappole fatte e prodotte in Svizzera a prezzi ragionevoli”.
Il materiale si chiama Xi ed è composto da plastica riciclata e polvere di legno. Inizialmente era stato sviluppato dalla SUPSI su mandato dell’azienda Geomag per costruire giocattoli. Grazie alla sua sostenibilità e resistenza, ha trovato rapidamente nuove applicazioni nella lotta al coleottero.









