I costi della salute sono fra i temi caldi per l’ACSI, l’Associazione consumatrici e consumatori della Svizzera italiana, che a oltre 30 anni dall’ultima occasione è tornata a riunirsi a Biasca, per quella che era la sua 52esima assemblea annuale. Per la presidente Angelica Jäggli e per la segretaria generale Antonella Crüzer quello attuale è un periodo di grandi sfide amplificato dagli effetti delle crisi internazionali.
“Continuiamo a vedere dei costi scaricati mentre non arrivano ancora gli aiuti dall’altra parte”, ha detto Jäggli al Quotidiano della RSI, ricordando con riferimento alla sanità i prevedibili aumenti delle franchigie e l’introduzione all’orizzonte di una tassa al pronto soccorso. E poi c’è la nuova fatturazione per le cure a domicilio. In proposito, la posizione è chiara: “Bisogna prendere misure contro la sovramedicalizzazione e per il coordinamento delle cure, ma non ci può essere un intervento diretto su fasce già sensibili in un momento congiunturale che preoccupa molto”.
Proprio per questo momento congiunturale, oggi “diventa molto importante sapere gestire le proprie risorse e qui siamo attivi da tanto tempo”, ha sottolineato Crüzer, “per cercare di aiutare consumatrici e consumatori a fare bene i loro conti e a stare molto attenti a quello che sottoscrivono”. “Vediamo però che il mondo diventa sempre più complesso, ci sono truffe e situazioni sempre più difficili da affrontare. Dovrebbero aumentare quindi anche aiuti, sostegno e rispetto dei diritti, ma in questo senso c’è ancora molto da fare”, ha concluso Crüzer.
Una cinquantina i soci presenti (in tutto sono oltre 6’000), mentre l’associazione dispone di sei collaboratrici e un collaboratore a tempo parziale, 12 membri di comitato e conta su molti volontari. Manca però un ricambio generazionale e un appello è stato quindi rivolto ai giovani.
L’assemblea è stata l’occasione anche per un bilancio dell’attività 2025, che ha visto fornire 1’878 consulenze (di cui una novantina giuridiche) e organizzare un centinaio di eventi e attività (ZeroRifiuti, Scambio dell’usato, Caffè Riparazione). Della rivista La Borsa della Spesa sono stati stampati 56’000 esemplari.






