Ticino e Grigioni

Airlight, al via il processo

La società di Biasca deve rispondere per debiti fino a 25 milioni di franchi. Finita in bancarotta prima del lancio della sua tecnologia solare

  • 21 March 2023, 19:00
  • 24 June 2023, 03:50
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Il caso Airlight a processo

Il Quotidiano di martedì 21.03.2023

Di:SEIDISERA/Red.MM

Si è aperto martedì il processo contro la Airlight di Biasca, la società ticinese che intendeva lanciare sul mercato una tecnologia solare e che invece è finita in bancarotta, lasciando debiti per 25 milioni di franchi.

Nel 2016 la società è crollata sotto il peso dei debiti. I suoi dirigenti tuttavia, presenti in aula per rispondere del tracollo, hanno continuato ad affermare che Airlight era pronta a spiccare il volo. "È fallita", secondo le parole di uno dei quattro imputati, "quando mancava un centimetro al successo". La causa? Un paio di giornate con poco sole.

Una brutta giornata

La società stava sperimentando - in Ticino e in Marocco - un sistema di produzione di energia solare. La tecnologia mancava però di un ultimo brevetto per essere commercializzata. Ma - così è stato riferito dagli imputati - il giorno in cui gli esperti sono venuti a certificare il prodotto, l'impianto non ha raggiunto i 500 gradi necessari per passare il test, toccandone solo 480. Questo a causa delle nuvole. Una debacle che, secondo le parole dei dirigenti, ha poi fatto sfumare l'arrivo di nuovi investitori. "Eravamo in contatto perfino con IBM", hanno riferito.

Le accuse mosse nei confronti dei dirigenti

Gli imputati sono 5 e avevano ruoli diversi nella società. Uno si occupava del comparto scientifico dell'azienda, mentre gli altri erano impegnati soprattutto nella parte commerciale. Sono accusati, a vario titolo, di amministrazione infedele aggravata, diminuzione dell'attivo a danno dei creditori e cattiva gestione.

L'inchiesta, condotta dal procuratore pubblico Daniele Galliano, ha fatto emergere diverse operazioni finanziarie sospette. Una su tutte il condono di un debito di quasi 630'000 franchi che il responsabile scientifico di Airlight aveva contratto con la società. Alla dubbia gestione finanziaria si annoverano inoltre strani trasferimenti dalla Airlight a società estere che, secondo il ministero pubblico, sarebbero riconducibili ad alcuni dirigenti della società.

Gli imputati si dichiarano innocenti

Considerando lo statuto indiziario del processo, attualmente nei confronti degli imputati vale il principio d'innocenza. I dirigenti sostengono di aver fatto di tutto per salvare la società, impiegando anche fondi personali nell'attesa di investitori esterni. Nella giornata di domani parlerà il procuratore pubblico e poi le difese. Il giudice Siro Quadri potrebbe leggere la sentenza già mercoledì sera.

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