"Difficile vivere chiedendosi sempre quando succederà la prossima volta. E quando succede dirsi che anche questa volta mi è andata bene": la vita a Istanbul di Vanessa Guidi di Sementina, che con il marito e le due figlie vive a Istanbul dall'agosto dello scorso anno. Ha paura ma non intende tornare a casa. "La gente modifica il proprio quotidiano", racconta alla RSI, "evitando i posti molto turistici e i grandi centri commerciali". Anche lei si comporta così, rinunciando ai luoghi più a rischio quando è con le bambine, "ma non voglio nemmeno smettere di vivere", afferma, "e venerdì sarò all'aeroporto per venire in Ticino. Ma in quei momenti la preoccupazione c'è". La polizia pesantemente armata e i controlli alle entrate dei centri commerciali sono una novità per una ticinese: "all'inizio ero spaventata", dice, "ma alla fine ci si abitua".
Che della raffica di attentati ne risenta il turismo è un dato che non emerge solo dai freddi numeri comunicati dalle agenzie di viaggio: mesi fa quando si era trasferita in città, Vanessa di viaggiatori ne vedeva ancora numerosi, mentre ora "alla Moschea blu, a Santa Sofia e nella Piazza Sultan Ahmed praticamente non si vede anima viva".
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