Prima le imprese e gli artigiani ticinesi. Farà discutere non poco la modifica della legge sulle commesse pubbliche che Claudio Zali intende presentare a breve.
Per il direttore del Dipartimento del Territorio ticinese le ditte e le aziende locali, ticinesi o svizzere, devono avere la priorità su qualsiasi lavoro commissionato dal Cantone e dai comuni, ma pure sui lavori appaltati da tutti gli enti statali e parastatali che ricevono aiuti cantonali. Con questo provvedimento, secondo Zali, si riuscirebbe ad attribuire a ditte locali mandati pubblici per un fatturato di ca. 400 milioni di franchi.
In pratica nell' assegnare i lavori, prima i locali poi gli altri. Una misura da tempo sollecitata per combattere il fenomeno della concorrenza estera, sempre più agguerrita. Risulta infatti che non solo i privati, ma pure gli enti pubblici ricorrano ad artigiani d’oltre confine – non solo dall’Italia – per risparmiare. Alle rivendicazioni protezionistiche era stata sollevata l’obiezione della violazione della libera circolazione; un ostacolo che si vorrebbe superare fissando una soglia (8 milioni di franchi) sotto la quale appaltare i lavori unicamente in Ticino o in Svizzera. Una soluzione che parrebbe ispirata a quanto già avviene in altri cantoni elvetici.
a.f./Quotidiano
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