Dopo le rapine dei giorni scorsi ai distributori di San Pietro di Stabio e Ponte Cremenaga, che hanno visto i malviventi fuggire verso la Lombardia attraverso i valichi minori, l'Italia ha deciso di correre ai ripari. Già lunedì mattina, al valico di Cremenaga, era possibile osservare dei tecnici intenti a lavorare sull'impianto di video sorveglianza alla presenza di uomini della Guardia di Finanza.
Il sindaco Domenico Rigazzi, recatosi subito al valico di paese, si è detto soddisfatto. “La rapina al distributore ticinese” - ha detto – “con l'impossibilità di vedere una persona che passa a piedi, ha forse accelerato un processo che era tuttavia già in atto da parte delle autorità italiane, quello di dotare di occhi elettronici questi avamposti non più presidiati. Ne siamo felici, per la sicurezza dell'intero territorio”.
Ai confini ticinesi, i valichi dove dovrebbero essere poste le nuove telecamere sono quelli di Zenna (comune di Pino Lago Maggiore), Biegno Indemini (Veddasca), Palone (Dumenza), Fornasette (Luino), Cremenaga, Lavena Ponte Tresa, Porto Ceresio, (Saltrio), Clivio Bellavista e Clivio San Pietro e Gaggiolo (Cantello).
I sindaci dei paesi che “ospitano” le piccole dogane non presidiate avevano aderito già oltre un anno fa a questo progetto accantonando anche dei piccoli fondi di partecipazione alle spese. Il resto della spesa dovrebbe essere coperto dalla Provincia di Varese.
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